Vincoli sui terreni andati a fuoco: il Comune modifica la mappa

La giunta dà il via libera alla revisione del catasto inserendo le aree bruciate dove non si può costruire Italia Nostra: va chiesto alla Regione il permesso di piantare subito alberi nella zona vicina al centro
ATRI. Il Comune di Atri con delibera di giunta ha provveduto ad aggiornare il catasto incendi che impone stringenti vincoli urbanistici sui terreni colpiti da roghi. C’è addirittura lo stop a nuovi insediamenti produttivi. Ad Atri il catasto fu istituito nel 2018 con una cartografia che indica i terreni bruciati dalle fiamme negli ultimi anni. Ne farà parte anche l’area a ridosso del centro divorata dal rogo ad agosto. Il provvedimento applica una legge quadro nazionale del 2000 che impone, per le zone boscate e i pascoli le cui superfici siano state distrutte dal fuoco, l’impossibilità di avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle aree andate a fuoco, stipulati entro quindici anni dagli eventi, deve essere espressamente richiamato il vincolo fissato dalla legge, pena la nullità dell’atto stesso. Le limitazioni, però, non finiscono qui: nei terreni in questione è vietata, per dieci anni, la realizzazione di edifici, nonché di strutture e infrastrutture finalizzate a insediamenti e attività produttive, fatti salvi alcuni casi specifici.
La legge stabilisce, inoltre, che sono vietate per cinque anni, sempre nelle zone colpite dagli incendi, le attività di rimboschimento o di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal ministero dell’Ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico nelle quali sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. Infine sono altresì vietati per dieci anni il pascolo e la caccia. La legge istituita da oltre 22 anni fa, secondo Antonio Mutoschi socio fondatore di Italia Nostra non è più attuale e Atri dovrà chiede alla Regione l’autorizzazione per permettere nuove piantumazioni attorno alle cinta muraria della città, letteralmente distrutta dall’incendio di qualche settimana fa che ha lambito il centro storico.
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