Viola i sigilli e cambia le serrature Un nuovo caso a “Orsini 63”

23 Agosto 2017

L’uomo però è stato scoperto dal custode e si è dileguato prima dell’arrivo dei carabinieri Il condominio è sotto la cura del tribunale dopo il fallimento del gruppo imprenditoriale Di Gennaro

GIULIANOVA. I sigilli del tribunale non lo hanno fermato e li ha tranquillamente violati cercando di prendere possesso di quattro appartamenti. È l’ennesimo inquietante episodio avvenuto nel condominio Orsini 63, il grande complesso edilizio di Giulianova che dal 27 luglio è nelle mani del tribunale dopo che è stato decretato il fallimento del gruppo Di Gennaro, il cui rovescio finanziario è dovuto in buona parte ai debiti accumulati per costruirlo.
Domenica scorsa, intorno alle 15, qualcuno, accompagnato da un fabbro, è andato nell’edificio di viale Orsini e dopo avere rimosso i sigilli di quattro appartamenti (identificati con le sigle C1,C2, C4 e C5) ha iniziato a cambiare le serrature dei portoncini di ingresso. Ci è riuscito solo in parte perché dopo averne sostituite due qualcuno ha notato la sua presenza ed è andato via. A accorgersene è stato il custode di recente nominato dal tribunale, Mario Ninno, che ha poi avvisato il curatore fallimentare Nicola Rossi e l’amministratore Berardo D’Antonio, i quali sono andati in viale Orsini per sincerarsi dell’accaduto. Sono stati avvisati anche i carabinieri che sono andati sul posto e hanno redatto un verbale.
Stando ai precedenti, l’uomo che ha cambiato le serrature voleva presumibilmente affittare illegalmente gli appartamenti, cosa accaduta già in altre occasioni. Il curatore ha provveduto a cambiare di nuovo le serrature sostituite in modo fraudolento e a rimettere una relazione scritta al giudice delegato. Il fatto sarà probabilmente segnalato anche alla Procura perché la violazione di sigilli è un reato penale, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Dopo essere stato nominato curatore fallimentare, il commercialista teramano Nicola Rossi ha trovato molte sgradite sorprese al momento di stilare l’inventario dei beni del complesso edilizio giuliese, a cominciare da una decina di appartamenti trovati occupati, anche se sarebbero dovuti essere liberi. Gli inquilini che vi abitavano, per lo più stranieri, per spiegare la loro presenza hanno esibito dei contratti di affitto registrati all’Agenzia delle entrate. Contratti solo formalmente regolari perché chi gli ha affittato gli appartamenti – chiedendo anche due mesi di anticipo – non aveva alcun titolo per farlo, da momento che non ne era il proprietario, tanto che alcuni di quei contratti sono stati stipulati addirittura dopo la pronuncia della sentenza di fallimento.
Anche nei mesi precedenti si erano verificati episodi controversi con appartamenti affittati in maniera illegittima e successivamente sgomberati con l’intervento della forza pubblica. La presenza del custode adesso ha evitato che si portasse a compimento una nuova azione illegale.
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