Violenza sulle donne, da Teramo parte una campagna al maschile

22 Febbraio 2020

TERAMO. Da Teramo potrebbe partire presto una campagna al maschile, ovvero condotta da uomini che ci mettono nome, cognome e volto, contro la violenza sulle donne. A studiare tempi e modi dell’iniziat...

TERAMO. Da Teramo potrebbe partire presto una campagna al maschile, ovvero condotta da uomini che ci mettono nome, cognome e volto, contro la violenza sulle donne. A studiare tempi e modi dell’iniziativa saranno il centro di cultura delle donne “Hanna Arendt”, attivo da anni in città, e la rete nazionale “Maschile plurale”, creata dal giornalista e saggista Stefano Ciccone. Avrà un seguito, dunque, l’iniziativa che il centro “Arendt” ha organizzato ieri invitando a Teramo Ciccone, che ha prima incontrato gli studenti del liceo Delfico all’università e poi, accompagnato da una delegazione di rappresentanti teramani di vari ambiti (università, giornalismo, impresa, sindacato, associazioni), è stato in carcere per un incontro con i detenuti maschi di Castrogno. Ciccone davanti a loro ha sottolineato che il problema della violenza sulle donne «riguarda tutti gli uomini, non solo chi la compie», perché «stiamo tutti dentro la stessa cultura, per la quale le donne sono preda e premio». Ciccone ha evidenziato anche «la solitudine che gli uomini vivono in queste vicende», perché «siamo abituati a nascondere emozioni e sofferenza, non le condividiamo. La rete “Maschile plurale” è nata per questo». E ha concluso con un appello: «Dobbiamo mettere in discussione tutto ciò a cui siamo stati educati, le leggi invisibili sul “vero uomo”».
Un detenuto, Giulio, ha letto una lettera sul tema, scritta con altri compagni di detenzione. Significativi alcuni passaggi: «Della violenza sulle donne bisogna parlare il più possibile. L’uomo ha perso quel potere che esercitava sull’altro sesso, per stroncare la frustrazione che ne deriva bisogna educare i nostri figli fin da piccoli».(d.v.)
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