Violenza sulle donne, mobilitate le istituzioni: «Va fatta prevenzione»

La polizia porta tra la gente la campagna “Questo non è amore” e i carabinieri invitano a denunciare con “Non rimanere in silenzio”
TERAMO. Mai sentita e partecipata come quest’anno, anche ma non solo per l’eco avuta dalla tragica fine di Giulia Cecchettin, la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ha visto susseguirsi a Teramo e provincia, negli ultimi tre giorni, una lunga serie di iniziative. In prima fila ci sono state le istituzioni, dalle commissioni per le pari opportunità (quella provinciale e quelle comunali) all’azienda sanitaria locale passando per le scuole e arrivando alle forze dell’ordine e alla magistratura, che la violenza di genere devono combatterla ormai tutti i giorni.
La polizia di Stato ha portato a Teramo la campagna “Questo non è amore” attraverso più iniziative: un incontro con gli studenti che si è svolto nell’aula magna del liceo scientifico Einstein e al quale hanno preso parte il prefetto Fabrizio Stelo, il questore Carmine Soriente, il colonnello dei carabinieri Pasquale Saccone, il procuratore del tribunale per i minorenni David Mancini, il sostituto procuratore di Teramo Enrica Medori e la dirigente scolastica Eleonora Magno. Inoltre il camper della polizia di Stato è stato posizionato venerdì e ieri in centro distribuendo gli opuscoli informativi del progetto di sensibilizzazione.
Certamente non da meno i carabinieri, la cui campagna di comunicazione e sensibilizzazione si chiama “Non rimanere in silenzio” ed è mirata a spronare le vittime a sporgere denuncia: il primo, fondamentale passo per uscire dalla spirale dei maltrattamenti o dello stalking e riacquisire la libertà. Il comando provinciale dell’Arma ha illuminato di arancione la facciata della propria sede e quelle di altre caserme della provincia teramana. e ha diffuso dei dati sull’attività svolta contro la violenza di genere e intrafamiliare: dal 1° gennaio ad oggi, i militari dell’Arma teramana hanno attivato 181 codici rossi, a seguito dei quali hanno: deferito all’autorità giudiziaria 375 persone (10 delle quali in stato di arresto perché colte in flagranza di reato); chiesto e ottenuto l’emissione di 148 provvedimenti cautelari (34 custodie in carcere, 37 arresti domiciliari, 46 divieti di avvicinamento alle vittime, 26 allontanamenti dalla casa familiare e 5 ammonimenti).(d.v.)

