Vive da 15 anni in una casa malsana, accuse all’Ater
MOSCIANO. Da 15 anni vive in una casa martoriata dalle infiltrazioni e dalla muffa, che è stata giudicata inagibile dalla Asl: si tratta di una delle palazzine Ater di via Terracini a Mosciano,...
MOSCIANO. Da 15 anni vive in una casa martoriata dalle infiltrazioni e dalla muffa, che è stata giudicata inagibile dalla Asl: si tratta di una delle palazzine Ater di via Terracini a Mosciano, edifici contraddistinti da numerosi problemi, in merito ai quali gli appelli lanciati dai residenti, però, sono sempre caduti nel vuoto. Il protagonista di questa vicenda è F.C., 48enne invalido di Mosciano che vive nell'appartamento con la moglie (anch'ella invalida) ed i due figli. Una vera e propria odissea, quella vissuta dall'uomo, cominciata nel 1999, quando l'edificio (costruito nel '96) venne interessato dai primi problemi di infiltrazione d'acqua piovana. Nonostante le continue richieste di intervento indirizzate all'Ater, la situazione non è mai migliorata, neanche quando, nel 2004, dopo l'ennesima richiesta di intervento, gli ispettori della Asl hanno giudicato l'appartamento inagibile a causa delle infiltrazioni e dell'umidità. I problemi, per i residenti, sono persino peggiorati in seguito al sisma del 2009, che ha causato grosse crepe al palazzo (il marciapiede antistante l'edificio in questione è addirittura crollato al livello della carreggiata) e l'inagibilità dei fondaci presenti al di sotto dei piani abitati. In quell'occasione, i vigili del fuoco e l'Ater hanno effettuato dei transennamenti e dei puntellamenti, invitando i residenti a non entrare nei fondaci. Come se non bastasse, la situazione è peggiorata con l'alluvione del 2011, che ha comportato lo sgombero temporaneo dei soli residenti dei piani posti più in alto. «In tutti questi anni l'Ater si è limitata a fare piccoli lavori di manutenzione», lamenta F.C., «le macchie sono sempre al proprio posto e continuiamo a vivere nella muffa e in locali instabili. Ci stanno facendo morire». «L'Ater non ha soldi, sicuramente gli interventi richiesti non saranno effettuati», dichiara a tal proposito Antonio Di Berardo, segretario del Sicet. «E' il Comune che avrebbe dovuto intervenire, e che dovrà farlo attraverso un'ordinanza e la concessione di un alloggio provvisorio. Bisogna effettuare degli interventi urgenti, altrimenti vi saranno responsabilità civili e penali».
Sandro Petrongolo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

