Voglia di voto anticipato e sagra di candidati sindaci

Da Di Sabatino a Campana, dal possibile ritorno di Cavallari a D’Ignazio è già corsa alla poltrona anche se Brucchi ha ancora tre anni di mandato
TERAMO. Con l’inasprirsi dei contrasti interni alla maggioranza, e le manovre interne al centrosinistra per non arrivare impreparati all’eventualità del voto anticipato, si sta mettendo in evidenza una corsa sfrenata alla candidatura a sindaco di cui ancora non si comprendono appieno le logiche politiche sottese, ma che sta palesando un dato incontrovertibile: tutti ragionano come se si andasse al voto domani e nessuno sembra riservare al sindaco Maurizio Brucchi quel garbo istituzionale rispettoso del fatto che mancano tre anni abbondanti alla fine del suo mandato.
Un garbo che, numeri alla mano, viene meno proprio dalla sua parte politica a giudicare dal numero di candidati che si stanno facendo avanti in una sorta di “sagra del futuro sindaco” e che legittimamente fa sorgere il dubbio di una strategia precisa di logoramento ai danni di Brucchi. È una crescita esponenziale, quella del numero dei presunti candidati e candidabili, che fa sorridere se si considera che a neanche metà mandato del sindaco Brucchi il teatrino della politica è già arrivato a quota sette aspiranti: lo stesso numero di candidati ai nastri di partenza delle ultime amministrative.
Ricapitolando: è prevedibile che per il centrosinistra ci sia un candidato sicuro espressione del Pd, che sia Manola Di Pasquale o Gianguido D’Alberto o chiunque uscirà dalle primarie. Appare assai probabile una nuova discesa in campo di Giovanni Cavallari con una compagine civica. Forse per il centrosinistra, o forse solo per un polo di centro, ci sarà ancora Alfonso “Dodo” Di Sabatino (ora nel centrodestra) sostenuto allo stato attuale dal deputato di Ncd Paolo Tancredi, il quale però ha ribadito di voler rimanere in futuro nel centrodestra. Dunque mettendo in forse i contorni dell’alleanza con Di Sabatino, che nel frattempo dialoga con pezzi del Pd.
Per il centrodestra sono spuntate invece altre autocandidature. Si è fatto avanti ad esempio il sempre più dissidente Guido Campana, che non disdegnerebbe di presentarsi con una sua civica. Poi ancora Giorgio D’Ignazio di Ncd, che proprio non digerisce la possibilità che Tancredi possa sostenere Dodo, e in alternativa dichiara: «Potrei essere anche io un valido candidato, oppure vedrei bene anche Valeria Misticoni». Poi ci sarà il candidato di riferimento del consigliere regionale Paolo Gatti, il quale ha prima assicurato di avere già pronto un nome «a prova di bomba» e poi detto in un’intervista che gli piacerebbe vedere sindaco Mauro Di Dalmazio pur sapendo che non si candiderà. Ma Gatti sa bene che l’operazione “d’immagine” serve a lanciare un progetto politico di natura civica che contempla l’avvicinamento all’ex rivale Di Dalmazio.
Certo è che se anche Gatti, “padrino” del gruppo di maggioranza che esprime più consiglieri e assessori, non si tira indietro in questa corsa ad anticipare il dopo-Brucchi, è segno che concludere il mandato per il sindaco sarà difficile.
Marianna De Troia
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