Wash Italia, la Regione verso il sì al progetto

Il sindaco di Nereto annuncia un esposto: «La società al comitato Via ha parlato di trasporto del percolato delle discariche, è forse già d’accordo con enti locali?»
NERETO. «Non mi sorprende che il comitato Via abbia, nella riunione di ieri (giovedì, ndc), ribadito il parere favorevole al progetto della piattaforma di trattamento rifiuti liquidi della Wash Italia già preventivamente dato il 30 settembre scorso, rinviando alla conferenza di servizi l’approfondimento di alcuni aspetti e cancellando totalmente ogni altro parere, relazione e quant’altro ostativo al progetto. Mi allarma, invece, quanto il legale rappresentante della Wash Italia, Alfredo D’Acchioli, ha dichiarato in forma pubblica ponendolo agli atti, che aggiunge coni d’ombra sulla questione per cui, senza indugio alcuno, presenterò immediatamente esposto alla magistratura informando subito la guardia di finanza». Parole del sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi, che si definisce «costernato, basito, preoccupato».
Le dichiarazioni rese da D’Acchioli al comitato Via (che sembra orientato a dare l’ok alla osteggiata piattaforma di depurazione della Wash Italia) sono state, in sintesi, le seguenti: premettendo che l’investimento porterà nuove assunzioni e che in Abruzzo non ci sono impianti come questo, il legale ha detto che «la realizzazione del nostro impianto comporterà una riduzione dei chilometri percorsi dagli automezzi dal luogo di produzione al luogo di trattamento con riduzione di emissioni di CO2 e costi di trasporto. Analogamente, i cittadini potrebbero avere dei vantaggi derivanti dalla riduzione della Tari per effetto della riduzione dei costi delle pubbliche discariche, legate al tragitto ridotto del percolato da esse generato al luogo di trattamento».
«D’Acchioli, per la prima volta, parla ufficialmente di percolato di discariche e riduzione della Tari», fa notare Laurenzi, «si sta sostituendo alla pubblica amministrazione? Non è vero allora che il servizio si rivolge ai privati. Ha forse avviato contatti con gli enti locali ai quali fornisce il servizio di trattamento del percolato? Come fa a sapere che sarà a lui a svolgere il servizio se non ha ancora l’impianto?».
Laurenzi ribadisce i motivi del no al progetto in ordine normativo e tecnico-urbanistico, mettendo l’accento sul divieto assoluto a impianti simili sul territorio – come ha scritto lo stesso redattore del piano regolatore di Nereto – e come attesterebbero lo stesso piano paesaggistico e le altre documentazioni che pongono precisi vincoli.
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