Zona gialla, ma è tolleranza zero Il sindaco: «Non faremo sconti»

28 Aprile 2021

Vertice in prefettura per pianificare l’attività di prevenzione e controllo contro gli assembramenti D’Alberto: «Nel fine settimana in città ci sono state delle scene che non si dovevano vedere»

TERAMO. Zona gialla a tolleranza zero. L'allentamento delle restrizioni e le riaperture non si traducono in un alleggerimento dei controlli da parte dell'amministrazione che anzi alza il livello di guardia nella consapevolezza che uno scivolone ora potrebbe avere effetti gravissimi. Argomento quello dei controlli che ieri pomeriggio è stato affrontato nel corso di un vertice che si è svolto in prefettura.
È il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto a rimarcare l'importanza del rispetto delle regole in una fase dove il timido ritorno alla normalità non può essere percepito come un “liberi tutti”. «Ora più che mai, tolleranza zero», dice il primo cittadino, «non faremo sconti a nessuno perché le riaperture regolamentate devono comportare il massimo rigore nel rispetto delle norme che ci permettono oggi di tornare finalmente al bar o al ristorante».
D'Alberto da una parte rimarca l'importanza dei controlli, dall'altra chiede che non siano visti come un alibi. Al primo cittadino non sono sfuggiti gli assembramenti del fine settimana, quando ancora vigeva la zona arancione. Sulla scia di quanto visto nelle vie del centro si appella al senso di responsabilità di ogni singolo teramano e spiega come la prima fase di riaperture sia delicatissima. «Nel fine settimana si sono viste scene che non si sarebbero dovute vedere», aggiunge, «chiedo ai cittadini il massimo impegno nel rispetto delle regole e un appello lo rivolgo anche alle famiglie affinché riescano a persuadere i più giovani dell'importanza delle norme in vigore. Gli studenti e i bambini sono stati i più penalizzati, per questo non possiamo permetterci che comportamenti dissennati fuori dalle scuole portino a nuove chiusure degli istituti. Da qui alla prima metà di maggio ci giochiamo molto e non possiamo disperdere i sacrifici delle settimane passate». I bar e i ristoranti sono tornati in attività con la sola possibilità di servizio ai tavoli all'esterno: circostanza che, sotto il profilo della gestibilità dei clienti, è sicuramente positiva e che dovrebbe scongiurare assembramenti.
Il sindaco è fiducioso, ma non nasconde i suoi timori: «Paradossalmente le riaperture di oggi ci trovano in una condizione peggiore rispetto a un anno fa quando venivamo fuori da un lockdown totale: oggi infatti il numero assoluto di contagi rispetto alla primavera 2020 è più alto. Questo ci deve spingere a una maggiore attenzione: la situazione è delicata, ogni errore potrebbe costare caro. Le riaperture regolamentate di bar e ristoranti funzionano se applicate come si deve: purtroppo non tutti si stanno adeguando. Ci sarà perciò, come sempre, grande attenzione per chi non rispetta le regole. I controlli ci saranno, ma non devono diventare un alibi per nessuno perché non si esce dalla pandemia con i controlli bensì con la responsabilità di tutti».
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