Zona rossa a Martinsicuro, il sindaco: «Ora occorre lavorare senza polemiche»

Nel giorno del ritorno di Martinsicuro nella zona rossa, il sindaco Massimo Vagnoni (nella foto) lancia un messaggio distensivo dopo le forti polemiche dei giorni scorsi sulle restrizioni. Del resto...
Nel giorno del ritorno di Martinsicuro nella zona rossa, il sindaco Massimo Vagnoni (nella foto) lancia un messaggio distensivo dopo le forti polemiche dei giorni scorsi sulle restrizioni.
Del resto i numeri parlano di 151 attualmente positivi in città, di cui 8 in ospedale, con la chiusura ieri anche di due classi della scuola elementare di via Battisti.
E poi c’è il dato delle polemiche: i nuovi positivi della scorsa settimana sono stati 43 su 16.300 residenti, dato che fa segnare il raggiungimento della soglia, appunto, per l’entrata in zona rossa, fissata dal Governo a 250 contagi in sette giorni ogni 100mila abitanti. Il sindaco Vagnoni, che ieri ha partecipato al taglio del nastro del centro vaccinale della Val Vibrata, monitora giorno dopo giorno il trend e confida che prima della fine della settimana i dati vengano rivisti e si proceda alla revoca dell’ordinanza regionale. La polemica delle scorse ore che ha visto protestare anche i ristoratori, fonda la propria ragion d’essere sui perchè l’unità di crisi e la Asl di Teramo abbiano dichiarato la popolosa realtà vibratiana zona rossa se paragonata ad altre. «Stiamo lavorando per cercare di uscire al più presto da questa situazione», ha detto Vagnoni, «e stiamo valutando quello che c’è da valutare per venire incontro alle esigenze di settori, quello dei servizi alla persona, commerciale e della ristorazione, che non ne possono più. Massima solidarietà a tutti, senza illudere nessuno, la situazione va attenzionata perchè ci sono ancora tanti casi e tutto dipende da come andrà nei prossimi giorni. Ora occorre lavorare senza polemiche per venire incontro alle esigenze degli operatori e a chi deve tutelare la nostra salute. Dobbiamo essere tutti insieme uniti e sono certo che ne usciremo bene».
Dunque, il messaggio distensivo del sindaco di Martinsicuro volge nella direzione dell’auspicata revisione dell’ordinanza perché gli operatori possano ripartire senza ulteriori intoppi dopo il lungo periodo di stop lavorativo, di ristori insufficienti e in alcuni casi inesistenti. (a.d.p. - s.d.s.)
Del resto i numeri parlano di 151 attualmente positivi in città, di cui 8 in ospedale, con la chiusura ieri anche di due classi della scuola elementare di via Battisti.
E poi c’è il dato delle polemiche: i nuovi positivi della scorsa settimana sono stati 43 su 16.300 residenti, dato che fa segnare il raggiungimento della soglia, appunto, per l’entrata in zona rossa, fissata dal Governo a 250 contagi in sette giorni ogni 100mila abitanti. Il sindaco Vagnoni, che ieri ha partecipato al taglio del nastro del centro vaccinale della Val Vibrata, monitora giorno dopo giorno il trend e confida che prima della fine della settimana i dati vengano rivisti e si proceda alla revoca dell’ordinanza regionale. La polemica delle scorse ore che ha visto protestare anche i ristoratori, fonda la propria ragion d’essere sui perchè l’unità di crisi e la Asl di Teramo abbiano dichiarato la popolosa realtà vibratiana zona rossa se paragonata ad altre. «Stiamo lavorando per cercare di uscire al più presto da questa situazione», ha detto Vagnoni, «e stiamo valutando quello che c’è da valutare per venire incontro alle esigenze di settori, quello dei servizi alla persona, commerciale e della ristorazione, che non ne possono più. Massima solidarietà a tutti, senza illudere nessuno, la situazione va attenzionata perchè ci sono ancora tanti casi e tutto dipende da come andrà nei prossimi giorni. Ora occorre lavorare senza polemiche per venire incontro alle esigenze degli operatori e a chi deve tutelare la nostra salute. Dobbiamo essere tutti insieme uniti e sono certo che ne usciremo bene».
Dunque, il messaggio distensivo del sindaco di Martinsicuro volge nella direzione dell’auspicata revisione dell’ordinanza perché gli operatori possano ripartire senza ulteriori intoppi dopo il lungo periodo di stop lavorativo, di ristori insufficienti e in alcuni casi inesistenti. (a.d.p. - s.d.s.)

