Zona rossa, è rebus divieti Appelli per i malati a casa

I sindaci in videoconferenza con Marsilio: «Più chiarezza sulle autorizzazioni» Il primo cittadino di Montefino in ospedale dopo essere risultato positivo
TERAMO. Autorizzazioni e divieti da rebus nella zona rossa, l’appello addolorato del sindaco di Castilenti che conta i malati in casa e chiede l’istituzione immediata di un presidio sanitario sul territorio, il suo collega di Montefino risultato positivo al coronavirus che da lunedì sera è ricoverato in ospedale. È l’istantanea di un territorio, quello della Val Fino, in cui giorno dopo giorno, bollettino dopo bollettino, la realtà diventa sempre più difficile.
Lo urla il primo cittadino di Castilenti Alberto Giuliani: «Qui ogni 12 chilometri ci vuole un lasciapassare anche per i camion che trasportano generi alimentari e medicinali. Come si fa? La zona rossa è diventata una questione di ordine pubblico e burocratico. Ma la parte sanitaria che fine ha fatto? Io ho decine di persone malate a casa che mi chiamano per sapere cosa fare. Ho fatto io una indagine epidemiologica, una mappa dei contatti, l’ho consegnata alle autorità ma aspetto ancora. Mi hanno garantito che avrebbero fatto qualcosa, ma sto ancora aspettando. Nel frattempo devo dire mille volte grazie a un medico di famiglia che è venuto nel nostro comune a sostituire l’altro. È un eroe, lo ospitiamo in municipio, risponde a tre telefoni contemporaneamente. Ma mi dica lei se si può andare avanti così». E ancora: «Ho consegnato mascherine, ma per me è una sconfitta non riuscire a dare risposte alla gente che ho malata in casa, con i familiari che attendono i risultati dei tamponi, che non sanno cosa devono fare e nessuno che dà delle risposte immediate. Per questo voglio un presidio sanitario sul territorio, anche se non è aperto tutti i giorni. Ma è indispensabile per dare delle risposte immediate». E ieri mattina i sindaci dei comuni della zona rossa (Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Arsita, Montefino e quello pescarese di Elice) si sono ritrovati in videoconferenza con i tecnici regionali e il presidente della Regione Marco Marsilio. «Il problema delle autorizzazioni va risolto una volta per tutte», dice il primo cittadino di Bisenti Enzino De Febiis, «i mezzi che portano generi alimentari devono poter circolare liberamente senza la necessità di essere autorizzati ogni volta. Basti pensare che uno dei due dipendenti in questo momento operativi ha passato tutta la giornata a firmare carte. Non è possibile questo». La sindaca di Arsita Catiuscia Cacciatore annuncia che al termine della video conferenza con la Regione «il governatore Marsilio ci ha garantito che nelle prossime ore ci sarà una nuova ordinanza che chiarire proprio la questione delle autorizzazioni che in questi giorni sta diventato veramente un problema».
E da lunedì sera il sindaco di Montefino e medico di base a Castiglione Ernesto Piccari, nei giorni scorsi risultato positivo al coronavirus insieme al primo cittadino di Castiglione Vincenzo D’Ercole, è ricoverato nell’ospedale Covid di Atri. «La saturazione dell'ossigeno nel sangue si era abbassata e è subentrato un principio di polmonite», spiega il vicesindaco Cristian Grossi, in quarantena insieme agli altri consiglieri e che quindi gestisce l’emergenza da casa, «è ricoverato ma non in terapia intensiva. L'ho sentito al telefono e si è informato sulla situazione in paese. Anche dall’ospedale continua a lavorare».
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