Zooprofilattico: in agenda 118 progetti internazionali

Il direttore D’Alterio spiega le novità: dal registro tumori di cani e gatti allo studio delle tossinfezioni alimentari in Europa
TERAMO. E’ una porta d’accesso al resto del mondo. L’istituto zooprofilattico “Caporale” con i suoi 118 progetti internazionali in corso si conferma polo d’attrazione di risorse e di scienziati che si susseguono nelle sede centrale di Teramo. Per dare l’idea, 15 giorni fa in città c’era una delegazione di veterinari russi, ora ce ne sono due del Mozambico.
«In effetti abbiamo una particolare capacità di captare progetti in giro per il mondo», conferma Nicola D'Alterio, direttore facente funzione dell’istituto, «siamo l’unico, tra tutti gli zooprofilattici, che riesce a far fronte all'attività per oltre il 45% dei fondi da progetti internazionali. Nei primi nove mesi del 2019 ricevuto più di 9 milioni di euro. Si tratta di progetti con un ampio spettro d'azione: dall'epidemiologia (l'Arabia Saudita ha chiesto un nostro supporto per creare un centro di epidemiologia a Rihad) fino al sequenziamento per conto dell’Efsa (l’ente che si occupa di sicurezza alimentare) delle tossinfezioni europee sugli alimenti. Noi studiamo il Dna di batteri e virus causa di tossinfezioni alimentari in tutta Europa: abbiamo vinto il bando a cui hanno partecipato i più grandi laboratori europei».
I PROGETTI. Fra i tanti progetti in corso ce ne sono alcuni che «con una certa fantasia» rispondono alle esigenze del territorio. «Stiamo realizzando con la nostra banca dati dei tumori un registro di quelli nei piccoli animali, soprattutto cani e gatti: facciamo un'indagine epidemiologica e verificare se ci possono essere correlazioni con sostanze tossiche nell'ambiente o negli alimenti. Sono ricerche che facciamo con fondi propri, semplicemente utilizzando un po' di fantasia. E’ un registro che può avere riflessi anche nello studio del tumore dell'uomo. Le cause che noi cerchiamo di riscontrare nei tumori del piccolo animale possono essere infatti importanti anche per la salute di chi condivide lo stesso ambiente. Tutto questo in collaborazione con gli ordini dei veterinari d'Abruzzo», spiega D’Alterio.
L'istituto è nato nel 1940 per il supporto al patrimonio zootecnico, ma col passare del tempo questo si è ridotto e lo Zooprofilattico si è evoluto. «Se prima erano principalmente diagnosi di malattie di animali e produzioni vaccino, ora siamo in grado di prevedere arrivo di virus con i satelliti meteo», sottolinea D’Alterio, «siamo un esempio di plasticità e duttilità». Il direttore ricorda l'attività sulle malattie esotiche, sempre più attenzionate con la globalizzazione e i cambiamenti climatici.
IL PERSONALE. Tutta questa attività ha ricadute dirette sul territorio, in termini occupazionali. L'istituto ha 260 dipendenti a tempo indeterminato, poi oltre cento persone occupate nella cooperativa che si occupa dei servizi e 160 collaboratori impiegati nei diversi progetti.
«Noi siamo un forte argine nella fuga dei cervelli: oltre il 70% del nostro personale è laureato», fa notare il direttore, che parla ad esempio del «rafforzamento del nostro reparto di epidemiologia, che è sempre stato punto di riferimento di tutta l'Italia, l’irrobustimento dell’organico dei chimici perchè sempre di più la partita della sicurezza alimentare si gioca sui contaminanti ambientali, con l'aumento dei disinfettanti. La chimica nel mondo della sicurezza alimentare è sempre più determinante».
L'ATTIVITÀ GESTIONALE. «Abbiamo finalmente appaltato e firmato il contratto per la nuova sede. All'inizio dell’anno prossimo inizieranno i lavori a Colleatterrato. La procedura è stata talmente trasparente che non abbiamo avuto nessun tipo di ricorso. Il primo lotto dei lavori consisterà nella realizzazione di un laboratorio di massima sicurezza dove si lavoreranno agenti patogeni con i migliori standard di biosicurezza», dice D’Alterio. Azzerati, inoltre i contenziosi con i dipendenti, una storica spina nel fianco dell’istituto.
IL BILANCIO. L’istituto è passato da un bilancio circa 34 milioni nel 2016 a quello del 2018 di 37 milioni. «Spendiamo, oltre che per l'edilizia, per la realizzazione della nuova officina dei vaccini batterici e dei presidi diagnostici, per la produzione dei presidi vaccinali che servono a proteggere il patrimonio zootecnico. Il laboratorio sarà pronto ad aprile e sarà l'avanguardia in Italia. Stiamo inoltre investendo per l’ammodernamento e la messa in sicurezza nelle sedi nelle sei province abruzzesi e molisane», conclude.
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