Zooprofilattico, nessun premio per l’attività svolta da 150 addetti

Il collegio dei revisori blocca il pagamento delle indennità 2020. I sindacati fanno appello alla politica e minacciano lo stato di agitazione, il dg D’Alterio accusa: «È una vergogna, solidarietà ai dipendenti»
TERAMO. I circa 150 dipendenti dell’istituto zooprofilattico di Teramo che nel 2020, lavorando con turni massacranti e anche nei festivi, hanno dato un enorme contributo a fronteggiare l’emergenza Covid, processando l’80% dei tamponi eseguiti nella regione, non hanno ancora ricevuto alcun premio economico per questa attività, e potrebbero non riceverlo mai. L’incresciosa situazione viene denunciata dai sindacati – sia la rappresentanza aziendale che le segreterie provinciali Cgil, Cisl, Uil e Fildi – e stigmatizzata dal direttore generale dell’Izs Nicola D’Alterio.
I sindacati evidenziano in una nota che l’istituto l’anno scorso si è riorganizzato «a tempo di record garantendo l’esame di centinaia di migliaia di tamponi, con tempi di risposte che variavano dalle 24 alle 36 ore e, contemporaneamente, portando avanti studi e ricerche che hanno contribuito in maniera determinante alla diagnosi e alla prevenzione del Covid-19. Non a caso ci hanno definito “i cacciatori di varianti”. È triste però dover constatare che tanto impegno e sacrificio non sia stato riconosciuto in maniera adeguata». I sindacati se la prendono in primis con la Regione perché «l’Istituto è stato escluso dall’accordo sull’assegnazione delle risorse stanziate per legge per il pagamento di straordinari e incentivi legati alle attività straordinarie svolte durante l’emergenza. A tutto ciò si aggiunge la decisione del collegio dei revisori dei conti che, per non chiare questioni burocratiche (o forse politiche), non ha ancora certificato i fondi destinati al personale Izs, impedendo il pagamento dei premi di produzione relativi all’anno 2020. È sicuramente singolare il fatto che, negli anni precedenti, lo stesso collegio dei revisori avesse autorizzato, senza obiezioni e sempre prima dell’estate, la certificazione dei fondi sulla base di condizioni del tutto analoghe. Una vicenda che si protrae ormai da sei mesi e che desta sconcerto e rabbia tra il personale di un ente che ha dato cuore ed anima proprio nel 2020. Si precisa che la non certificazione dei fondi determinerà ulteriori conseguenze a carico del personale, ovvero il possibile mancato riconoscimento delle fasce (progressioni di carriera) e la mancata assegnazione degli incarichi attesi da anni: benefici che se non assegnati entro il 2021 non saranno più recuperabili. Si sensibilizzano pertanto le autorità politiche, regionali e nazionali perché si facciano carico del problema e si attivino per favorire una rapida soluzione. Al perdurare di tale situazione di stallo», conclude la nota, «i sindacati sono pronti a dichiarare lo stato di agitazione del personale Izs».
Il dg D’Alterio, contattato dal Centro, innanzitutto “scagiona” la Regione: «In effetti ci ha escluso dai ristori assegnati alle Asl e il motivo c’è, noi siamo un ente diverso che dipende dal ministero; ma ci ha consentito di premiare i nostri dipendenti dando l’ok al pagamento di indennità per 600mila euro, soldi che abbiamo incassato dalle Asl per i tamponi e messo da parte. Il problema non è la Regione, ma è che manca il parere dei revisori dei conti senza il quale non possiamo pagare le indennità accessorie. Il collegio, almeno informalmente, sostiene che il conteggio del fondo non è chiaro, anche se negli anni precedenti lo ha sempre certificato». D’Alterio è molto amareggiato e conclude: «Esprimo tutta la mia solidarietà ai dipendenti, che hanno dato l’anima e nel 2020 si sono fermati solo il giorno di Pasqua. È una situazione vergognosa, mi sento veramente in imbarazzo: la burocrazia ammazza l’Italia, così diventa veramente difficile fare il mio lavoro».
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