«È arrivata l’ora di staccare la spina»
È un Mastromauro che tira fuori un coniglio bianco da un cappello da mago l’ultima vignetta satirica del Movimento 5 stelle, che ha commentato il rimpasto di giunta come «le solite magie del Mastro...
È un Mastromauro che tira fuori un coniglio bianco da un cappello da mago l’ultima vignetta satirica del Movimento 5 stelle, che ha commentato il rimpasto di giunta come «le solite magie del Mastro che tira fuori dal cilindro due nuovi assessori e lascia a casa il Pd, ridotto ormai a partitino marginale, inconsistente, con lo stesso peso delle liste civiche». I grillini giuliesi mettono in rilievo il fatto che Mastromauro abbia disatteso le richieste del Pd, aggiungendo inoltre che «se questo è il metodo di lavoro del programma di Mastromauro “Giulianova 2020” è arrivato il momento di dire basta, è arrivato il momento di staccare la spina a chi dimostra di non avere il benché minimo buonsenso ad amministrare la città con concretezza. Per il Movimento 5 Stelle l’unica soluzione può essere una sola: amministrazione Mastromauro, a casa».
Anche Laura Ciafardoni, di Forza Italia e Nuovo centro destra, non ha mancato, nel corso del consiglio comunale di ieri, in cui si sono affrontati anche i discorsi della caserma e del debito Franchi, di fare considerazioni in merito al rimpasto. «Non mi lascio incantare dalle belle parole del sindaco», ha esordito la consigliera, «non mi pare che ci sia stata condivisione con le liste, come ha detto. Voi state perdendo credibilità sul territorio. Il sostegno, da parte nostra, non ci può essere, se non si vedono i risultati. La politica è anche rispetto dei gruppi di appartenenza».
Fabrizio Retko, capogruppo di Linea Retta, è invece intervenuto dicendo che «il pentimento postumo del sindaco (il quale aveva ammesso di aver commesso un errore scegliendo di spostare la caserma nell’ex mercato coperto senza consultare i cittadini prima di prendere la decisione, ndr), non ci convince. Il sindaco è assurto a gerarca di questa cittadina e si è arrogato diritti che non gli competono». Retko ha inoltre proposto nuovamente di spostare tre scuole nell’edificio dell’ex tribunale. (mt)

