È caccia alle aule vuote, anche nell’ateneo

4 Ottobre 2024

Piano per sistemare gli alunni, per ora lezioni sospese. Saranno anche realizzati moduli provvisori

TERAMO. Ci sono milleduecento studenti senza scuola. L'inchiesta della magistratura ha gettato nel caos tutto l'apparato istituzionale, che ora corre per trovare una sistemazione d'emergenza ad alunni di elementari, medie e superiori. Ieri, due ore dopo l'evacuazione della scuola, il presidente della Provincia Camillo D'Angelo ha convocato la stampa per comunicare le iniziative che si stanno mettendo in campo per garantire la continuità didattica.
L'intervento più immediato sarà collocare tutta la comunità scolastica in aule di altri istituti cittadini e, se sarà possibile come pare, all'università. Il secondo step sarà quello di realizzare, entro gennaio, un complesso unico con moduli Map. Al lavoro, in modo coordinato e sinergico, vi sono Provincia e Comune: il primo ente dovrà gestire gli studenti delle superiori, il secondo quelli di elementari e medie. Il sindaco Gianguido D'Alberto e le assessore Miriam Tullii e Stefania Di Padova hanno individuato aule disponibili (per le 14 classi del convitto) in due scuole: San Berardo e De Jacobis. D'Angelo ha invece disposto la collocazione di 25 classi delle superiori nell'edificio del Pascal-Forti, ma ne restano fuori altre 28. Molto probabilmente questi studenti saranno ospitati da UniTe. Sono intanto stati sistemati in un albergo cinque ragazzi che vivono nel convitto; altri ieri sono stati raggiunti dalle famiglie e sono tornati a casa. I tempi per la ripresa delle lezioni, per tutti i 1.200 studenti, non saranno immediati: servirà almeno una settimana per allestire le aule e gli spazi alternativi. In questo periodo le attività didattiche saranno sospese.
Intanto si lavora anche a un piano a lungo a termine: D'Angelo e i suoi collaboratori hanno già contattato aziende che si occupano della realizzazione di complessi scolastici provvisori e stanno studiando i primi preventivi. Una soluzione che, ha detto il presidente, permetterebbe entro gennaio di avere dei moduli sicuri, attrezzati e idonei alle esigenze della popolazione scolastica. Comune e Provincia stanno cercando un'area adeguata al progetto, di almeno 6mila metri quadrati: al vaglio ci sono la Gammarana, un'area di Piano d'Accio accanto all'istituto Rozzi e una a Villa Ripa. Oggi i tecnici daranno indicazioni precise sul miglior terreno dove collocare i Map.
L'inchiesta, nella sua legittimità, ha innegabilmente scatenato un'emergenza scolastica e sociale che richiederà enormi sforzi per essere affrontata. «A seguito di un’indagine della Procura della Repubblica è stato accertato dal ministero dei Trasporti attraverso il comitato tecnico amministrativo che le condizioni del Delfico non sono idonee per garantire la sicurezza degli occupanti: la Provincia aveva fatto accertamenti nel 2017 e il comitato del ministero li ha contestati. Da qui il sequestro. Appare difficile rientrare in tempi brevi in quella struttura. Perciò stiamo lavorando per spazi alternativi, nel breve e medio termine», ha detto D'Angelo, che a domanda ha chiarito di non essere indagato, preferendo non commentare l'inchiesta ma ritenendo la Provincia «parte lesa».
Veronica Marcattili