È la struttura più sovraffollata con quattrocento reclusi
Il carcere teramano attualmente ospita 400 detenuti tra cui molti malati psichiatrici a fronte di una capienza della metà, mentre gli agenti in servizio sono 144 a fronte dei 218 previsti con un...
Il carcere teramano attualmente ospita 400 detenuti tra cui molti malati psichiatrici a fronte di una capienza della metà, mentre gli agenti in servizio sono 144 a fronte dei 218 previsti con un arretrato di 12mila giorni di ferie e con un presente di 50mila ore di straordinario ogni anno. Di recente la direttrice Lucia Avantaggiato non ha esitato a definire «eroi» gli agenti di polizia penitenziaria nel giorno della ricorrenza di San Basilide, il patrono della polizia penitenziaria. In quell’occasione cinque agenti sono stati premiati con encomi e lodi del ministero della Giustizia per aver sventato rivolte e per essersi distinti nel difficile periodo della pandemia, quando l’isolamento di una struttura carceraria è diventata ancora più difficile e pesante.
Ma tante sono le operazioni degli agenti di polizia penitenziaria in particolare sul fronte sicurezza: di recente, proprio nel corso di una vasta operazione, sono stati scovati nove telefonini cellulari entrati in carcere e destinati ai reclusi in una sorta di mercato nero da tempo finito all’attenzione della polizia. Con gli agenti che sono riusciti a bloccare numerosi tentativi da parte di familiari di introdurre telefonini e sostanza stupefacente nei pacchi destinati ai congiunti reclusi o durante i colloqui. Operazioni che vengono portate avanti con assiduità nonostante il numero esiguo di agenti in servizio nel carcere teramano.
Ma tante sono le operazioni degli agenti di polizia penitenziaria in particolare sul fronte sicurezza: di recente, proprio nel corso di una vasta operazione, sono stati scovati nove telefonini cellulari entrati in carcere e destinati ai reclusi in una sorta di mercato nero da tempo finito all’attenzione della polizia. Con gli agenti che sono riusciti a bloccare numerosi tentativi da parte di familiari di introdurre telefonini e sostanza stupefacente nei pacchi destinati ai congiunti reclusi o durante i colloqui. Operazioni che vengono portate avanti con assiduità nonostante il numero esiguo di agenti in servizio nel carcere teramano.

