È morto Paolo, la sua vicenda era diventata un caso nazionale

21 Agosto 2024

Ricoverato in Ucraina, con un appello su “Chi l’ha visto?” aveva espresso il desiderio di tornare in Italia Per rimpatriarlo si è mosso il sindaco coinvolgendo la Farnesina, al Mazzini di Teramo era migliorato

MARTINSICURO. Si è spento nell’ospedale di Atri Paolo Maccario, 65 anni, il commerciante martinsicurese la cui vicenda è diventata un caso nazionale dopo essere stata raccontata dal programma Rai "Chi l’ha visto?" nel maggio scorso. Paolo, dopo aver avuto un ictus che ne aveva compromesso in parte le condizioni fisiche, era ricoverato in una casa di cura a Leopoli (Ucraina), e grazie ad alcuni testimoni che ne avevano raccolto il disagio la trasmissione era riuscita a collegarsi con lui: nel corso del collegamento dalla casa di cura, con le immagini che lo mostravano in precarie condizioni, l’uomo aveva manifestato con un filo di voce la forte intenzione di tornare in Italia. La moglie ucraina Larysa aveva poi chiarito che il ricovero in Ucraina era dovuto alle minori spese, dicendo: «Io non ho abbandonato mio marito, l’Italia ha abbandonato mio marito».
Si era subito mossa la gara di solidarietà per rimpatriarlo, con il sindaco Massimo Vagnoni che si era mosso in prima persona con la Farnesina e il console italiano in Ucraina. Il rimpatrio è stato avviato dopo che la moglie ha acconsentito. Viste le sue condizioni di salute, (era costretto a letto), non è stato possibile trasportarlo in aereo e con un lungo viaggio di due giorni e 1.800 chilometri percorsi in ambulanza è stato trasferito nell’ospedale Mazzini di Teramo e ricoverato, molto debilitato, nel reparto di medicina interna diretto dal dottor Francesco Dalle Monache. Il suo caso è stato anche seguito dai servizi sociali truentini con l’assessore al sociale Marcello Monti che ha fatto visita a Paolo due volte per constatarne le condizioni e parlare con i medici. L’iter prevedeva che dopo il ricovero Paolo sarebbe stato portato in una struttura di riabilitazione psicomotoria per cercare di fargli riprendere una vita normale. Di Paolo negli ultimi tempi non si parlava più nella cittadina, tutti sapevano che era stato dimesso dall’ospedale teramano e si trovava in una casa di cura per la riabilitazione. Ieri, improvvisamente, si è sparsa la notizia della sua morte avvenuta domenica nell’ospedale di Atri mentre lunedì scorso, alle 16, si erano tenuti i funerali nella chiesa del Sacro Cuore a Martinsicuro, celebrati dal parroco della cittadina don Anselmo Fulgenzi. Paolo oltre alla seconda moglie Larysa lascia due figli avuti dalla prima moglie, che vive a Grottammare. La salma è stata trasportata nel crematorio di San Benedetto del Tronto e le ceneri verranno tumulate nel cimitero di Martinsicuro nel loculo che ospita la madre. Maccario era di origine piemontese, ma da molti anni risiedeva a Martinsicuro dove aveva molti amici: aveva lavorato in una ditta ittica della cittadina.
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