È scaduta la gestione: centro aggregativo chiuso e proteste dei cittadini

17 Ottobre 2021

TOSSICIA. Da più di tre mesi il residence Case di Renzo è chiuso. La struttura di Chiarino, nel comune di Tossicia, da luglio non accoglie più visitatori né cittadini del posto che in quegli spazi...

TOSSICIA. Da più di tre mesi il residence Case di Renzo è chiuso. La struttura di Chiarino, nel comune di Tossicia, da luglio non accoglie più visitatori né cittadini del posto che in quegli spazi avevano da diversi anni un forte punto di riferimento. Momenti di svago e divertimento per gli abitanti della frazione, fra una chiacchiera davanti a un caffè e una partita a bocce, che sono venuti a mancare perché il contratto di gestione è scaduto.
«Che fine farà questa struttura? Il Comune che intenzioni ha? Per la comunità locale il residence rappresenta moltissimo, e soprattutto dopo gli eventi sismici del 2016 e 2017 si è rivelato importantissimo per noi cittadini sotto il profilo dell'accoglienza, del sostegno e del ristoro. La chiusura di un centro aggregativo così attivo nella frazione ha lasciato un vuoto nella quotidianità di tutti quelli che vi avevano trovato un punto di riferimento e socialità», raccontano al Centro alcuni abitanti della zona, esprimendo preoccupazione per il destino del residence.
La struttura ha delle camere dove soggiornare, un ampio spazio verde intorno, un campo da calcetto e uno da bocce e in questi anni è stata teatro di diverse iniziative. Il Comune, che ne è proprietario, l'aveva data in gestione con un contratto giunto a scadenza naturale lo scorso luglio. L'amministrazione aveva cercato una intensa con gli ex gestori, per valutare l'eventuale proroga ma «non vi era più interesse da parte di chi ha gestito la struttura in questi anni a proseguire oltre», spiega il sindaco di Tossicia Emanuela Rispoli che non ha alcuna intenzione di lasciare il residence chiuso. Anzi. «L'amministrazione ha tutta la volontà di procedere con un nuovo affidamento, il bando è praticamente pronto, siamo solo in attesa di definire un paio di questioni», chiarisce Rispoli.
La prima questione è legata a un contenzioso con la vecchia gestione, la seconda riguarda l'invito giunto all'amministrazione di Tossicia (come a molte altre del territorio teramano) dalla Prefettura a mettere a disposizione strutture comunali per accogliere i rifugiati afgani. Su quest'ultimo fronte il sindaco attende indicazioni: «Il nostro Comune si è detto disponibile, ma non abbiamo ancora avuto riscontri dalla Prefettura che aveva avanzato un invito. Di certo non restiamo fermi, perché la volontà di procedere col bando c'è. Quella è una struttura importante per il territorio, anche perché ospita un seggio elettorale e campi sportivi che sono comunque fruibili. Stiamo valutando se procedere con un bando che comprenda tutta l'area o spacchettare con due affidamenti diversi per la struttura ricettiva e i campi», conclude il sindaco. (v.m.)
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