Abruzzesi in salute, l’aspettativa di vita oltre la media italiana

Nel rapporto Bes 2026 il sorpasso è di un anno e mezzo
Bene anche la rinuncia alle cure che scende all’8,5%
PESCARA
Vivere bene e più a lungo: è la speranza di tutti ma anche il traguardo dell’Abruzzo che festeggia l’anno e mezzo in più sopra la media nazionale per la speranza di vita in buona salute, 60,6 anni rispetto ai 59,1 del resto del Paese, al settimo posto alle spalle della Liguria e davanti alle Marche, mentre quella registrata dalla nascita è in perfetta linea con il quadro italiano, 83,7 anni. Sono alcuni dei dati fotografati dal nuovo Rapporto Bes 2026 dell’Istat: 12 ambiti a partire proprio dalla salute ma che inglobano anche la qualità e l’offerta dell’assistenza sanitaria e gli stili di vita.
Numerose le performance abruzzesi segnalate sopra la media italiana: è positivo, per esempio, il dato riportato sul numero di medici ogni mille abitanti (5,1 a fronte della media nazionale di 4,9) e degli anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (6,9 contro il 4,6 nazionale), bene anche il quadro sulla salute mentale, il consumo di alcol, la mortalità infantile e quella legata agli incidenti stradali tra i 15 e i 34 anni. Scende invece all’8,5 per cento l’indice di rinuncia alle cure, a fronte di una media nazionale del 9,6 per cento – ma soprattutto del dato del 2024 che segnava il 12,6 per cento.
È questo il risultato su cui insiste maggiormente la Regione: «È il dato che più ci conforta», aggiungendo che «la rinuncia alle cure prende in considerazione non solo i tempi di attesa, che in Abruzzo si sono notevolmente ridotti nell’ultimo anno, ma anche la facilità di accesso ai punti di erogazione dei servizi sanitari. Questo governo regionale», ha sottolineato l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, «ha potenziato la rete dell’offerta sanitaria, senza tagliare i piccoli ospedali e superando, a proprie spese, il numero delle strutture territoriali che la normativa nazionale permetteva di attivare. Tutto questo», prosegue l’assessore alla Sanità, «ha un costo elevato che si riflette sull’equilibrio economico-finanziario dei conti. Una sfida che abbiamo sempre combattuto e risolto da soli, ma alla quale oggi si aggiungono tante altre Regioni». Soddisfazione anche dal capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Massimo Verrecchia, che nel lodare il lavoro portato avanti dalla giunta guidata dal governatore Marco Marsilio aggiunge una stilettata all’opposizione di centrosinistra: «Sono numeri che raccontano una realtà ben diversa da quella descritta quotidianamente dalla sinistra, impegnata troppo spesso a fare propaganda anziché riconoscere i progressi e contribuire concretamente al miglioramento del sistema sanitario».
Senza però nascondere le criticità: «Nessuno sostiene che tutti i problemi siano risolti. Sappiamo bene», prosegue il consigliere regionale di FdI, «che restano sfide da affrontare, a partire dal potenziamento delle strutture socio-assistenziali e sociosanitarie e dal miglioramento degli stili di vita. Ma una cosa è riconoscere ciò che ancora non funziona, altra cosa è negare sistematicamente ogni risultato positivo per convenienza politica».
E tra le criticità segnalate all’interno del report promosso dall’Istat, spiccano il numero di posti letto nelle strutture socio-assistenziali e sociosanitarie, che oggi in Abruzzo sono 48,1 ogni 10mila abitanti a fronte della media nazionale di 74,1, ma anche l’eccesso di peso (dove l’Abruzzo si posiziona al decimo posto in Italia), la sedentarietà (nono posto) e le corrette abitudini alimentari (undicesimo posto), mentre si assestano sulla media nazionale le performance legate all’abitudine al fumo, alla mortalità per tumore tra i 20 e i 64 anni, ai posti letto per specialità ad elevata assistenza e, infine, anche al numero di infermieri e ostetriche, vale a dire 7,2 ogni mille abitanti.
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