Abruzzo bollette, imprese preoccupate: il 78% teme altri rincari

Sale la paura per i costi da sostenere a causa delle crisi internazionali
PESCARA
La paura che guerre e crisi internazionali provochino nuovi rincari dell’energia torna a farsi sentire in Abruzzo: secondo i dati, almeno il 78% delle microimprese del territorio teme nuovi rincari energetici rispetto al 67% della media nazionale. E per sottrarsi almeno in parte all’incertezza, tre imprese su quattro cercano soprattutto una garanzia: sapere in anticipo quanto spenderanno. Il 75% valuta infatti in maniera positiva le offerte a prezzo fisso per 12 o 24 mesi, anche a costo di rinunciare ai risparmi che potrebbero derivare da un futuro calo delle tariffe. Ma se le microimprese abruzzesi temono le conseguenze dell’instabilità internazionale, le famiglie sembrano invece aver già adottato strategie per difendersi dai rincari: nove abruzzesi su dieci hanno infatti modificato i propri comportamenti per risparmiare energia, mentre sette su dieci monitorano i consumi domestici anche attraverso le app. È la cosiddetta «voglia di stabilità» emersa dal VI Osservatorio Edison-Censis sulle nuove priorità di famiglie e imprese, presentato ieri mattina all’Hotel Plaza di piazza del Sacro Cuore a Pescara.
IL CONTROLLO DEI CONSUMI
«È chiaro che per i consumatori abruzzesi l’energia non è un bene dalla disponibilità illimitata, è ancor di più un bene a rischio per il prezzo», ha dichiarato la ricercatrice dell’area Consumi, Mercati e Welfare del Censis, Costanza Corsini, presentando i risultati dell’Osservatorio. «Ecco perché hanno adottato nel quotidiano questi micro-comportamenti proprio per consumare meno e meglio energia, trasformando la paura dei rialzi dei prezzi in metodo». In questo modo cresce anche l’interesse verso le tecnologie che consentono di ridurre i consumi: nel rapporto si parla di un «processo di infrastrutturazione dal basso nelle famiglie abruzzesi», quasi un tentativo di recuperare il controllo su un bene sempre più condizionato dalle crisi internazionali.
Tra la volontà di investire e la realizzazione degli interventi rimangono però ostacoli economici e burocratici. Il 58,3% degli abruzzesi vorrebbe per questo motivo un unico fornitore capace di seguire l’intero percorso di efficientamento, dalla consulenza iniziale all’installazione, mentre il 55% considera importanti finanziamenti specifici per sostenere la spesa.
ORIZZONTE E CERTEZZA
Ed è ancora una volta la stabilità a guidare le scelte: sempre secondo i dati, il 74% apprezza offerte a prezzo fisso della durata di 12 o 24 mesi e il 65% è interessato anche a contratti di almeno cinque anni con energia proveniente da fonti rinnovabili. Nei condomìni, però, il 66% di chi partecipa alle assemblee sarebbe favorevole all’installazione di un impianto fotovoltaico, ma soltanto al 31% è capitato di partecipare a riunioni nelle quali si sia e discusso della gestione dell’energia. Su questa differenza tra famiglie e imprese si è soffermato – durante la tavola rotonda moderata dalla giornalista Mariasilvia Santilli – il responsabile dell’area Consumi, Mercati e Welfare del Censis, Francesco Maietta. «Questa ricerca ci dice che nella voglia di stabilità non c’è solo una richiesta di convenienza, c’è soprattutto la richiesta di avere un orizzonte di certezza. La maggioranza delle microimprese abruzzesi nemmeno tenta di partecipare ai bandi, perché sono troppo complicati». Maietta quantifica in circa 97mila le microimprese presenti in Abruzzo e vede proprio nell’efficientamento una possibile leva economica: «Ottimizzare i consumi di energia significa abbattere la pressione sul conto economico dell’azienda».
SUPPORTO DEL TERRITORIO
Il ruolo del grande operatore energetico, invece, è il tema affrontato dall’amministratore delegato di Edison Energia, Massimo Quaglini. «È emersa una curiosità: le piccole imprese hanno bisogno di un supporto». E l’obiettivo è trasformare anche il modo in cui considerano l’efficientamento. Il passaggio viene confermato dall’amministratore delegato di Sofir Tech Srl, Edison Business partner, Paolo Brizzi: «Oggi tanti piccoli imprenditori ci contattano per avere informazioni perché vorrebbero mettersi al riparo da un grande fattore che in questo momento spaventa l’opinione pubblica, famiglie e piccole imprese: ovvero l’oscillazione del mercato dell’energia sul prezzo del gas e dell’elettricità».
L’ABRUZZO VERDE D’EUROPA
Al convegno è intervenuto da remoto anche Nicola Campitelli, consigliere regionale delegato all’Energia, che ha rivendicato il percorso seguito dall’Abruzzo nella transizione energetica. «Noi siamo una regione leader nel rapporto tra ambiente e industrializzazione e, per questo motivo, l’equilibrio tra sviluppo economico e valorizzazione è già presente». Sul rapporto tra industria e sostenibilità interviene anche il direttore generale di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, Luigi Di Giosaffatte. «L’Abruzzo nasce sostenibile. Noi siamo conosciuti per essere la regione verde d’Europa», ha dichiarato, ricordando la presenza del Gran Sasso, i 133 chilometri di costa e i tre parchi nazionali insieme al peso dell’industria regionale. «Eppure è la settima regione più industrializzata del nostro Paese. E questo è un dato che spesso gli abruzzesi stessi non conoscono». Di Giosaffatte annuncia anche un nuovo progetto sul fronte energetico: «Entro fine giugno costituiremo la Cer di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico: partiremo con 22 aziende perché vogliamo essere noi un riferimento di responsabilità sull’energia rinnovabile per le imprese e per il personale». Ricorda inoltre il contratto di “Rete Imprese per la Sostenibilità”, nato tre anni fa e arrivato a coinvolgere 44 aziende, «almeno il 70%» delle quali piccole e medie imprese.
UNA TRANSIZIONE CULTURALE
Carlo Masci, invece, ha indicato nella Comunità energetica rinnovabile uno degli strumenti su cui Pescara sta puntando riferendo che, in 37 scuole cittadine, sono stati realizzati impianti fotovoltaici. «È chiaro che ci saranno delle tensioni man mano che si andrà avanti, perché questa è, prima di tutto, una trasformazione culturale che può provocare disagi ai cittadini. Pensiamo, ad esempio, a quando vengono tolti posti auto per aggiungere più verde». Tra gli interventi urbani richiama infine l’area di risulta dove «dopo quarant’anni sarà costruito un parco di sei ettari e mezzo al centro della stazione». Interviene infine il sociologo e fondatore del Consorzio Aaster, Aldo Bonomi, che individua nelle parole “comunità” e “prossimità” le chiavi per comprendere il rapporto tra energia e territorio.
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