Abruzzo, economia in pesante flessione

23 Dicembre 2015

Dal rapporto Ronci il grave stato di crisi che ha colpito la regione nel 2015. Pil, occupazione, servizi, trasporti, imprese artigiane, turismo e industria: tutto è in decremento, in controtendenza con i dati nazionali. Cresce solo il settore delle costruzioni

PESCARA. La pesante flessione di 35 mila occupati subita nei primi nove mesi 2015, che in valore percentuale è stata del 6,9%, fa dell'Abruzzo il fanalino di coda delle regioni italiane; l'export dei prodotti diversi dai mezzi di trasporto ha segnato una flessione dell'1,4%, valore in controtendenza con il dato nazionale che invece è cresciuto del 2,9%, mentre il Pil in Abruzzo per l'anno 2014 ha subito un decremento del 2,5%, (dati Istat) e che pone la regione all'ultimo posto della graduatoria nazionale. I dati emergono dal rapporto diffuso da Aldo Ronci. I dati sull'occupazione dei primi nove mesi 2015 evidenziano, anche, che in Abruzzo, diversamente da quanto si è realizzato in quasi tutte le altre regioni italiane, il Jobs Act non è riuscito a stimolare la crescita del livello occupazionale. Inoltre nei primi nove mesi 2015 il numero delle imprese artigiane diminuisce di 700 unità dopo averne perse 3.500 negli anni dal 2008 al 2014. Secondo Ronci i dati esposti confermano lo stato di grave crisi in cui si versa l'economia abruzzese ed evidenziano un sistema produttivo locale molto fragile. Per tornare a crescere serve una politica attiva che punti oltre che al potenziamento delle infrastrutture e alla creazione dei poli di innovazione e delle reti di imprese, misure queste ultime che interessano un numero marginale di imprese, bisogna far cambiare passo al sistema produttivo abruzzese e per fare ciò si deve migliorare la competitività delle imprese (in particolare delle micro-imprese). L'intervento più importante ed efficace in questo senso è quello di mettere a disposizione delle imprese dei servizi capaci; di attivare innovazioni di prodotti e di processi; di intercettare nuovi mercati. Nel IV trimestre 2014 gli occupati erano 502 mila mentre nel III trimestre 2015 scendono a 467 mila, subendo una flessione di ben 35 mila unità. In valore percentuale, l'Abruzzo, ha subito un decremento degli occupati del 6,9% in controtendenza con l'incremento nazionale che si è attestato all'1,2%. Gli occupati per attività economiche nei primi nove mesi 2015 in Abruzzo registrano un notevole decremento nei servizi (-29 mila), decrementi più lievi nell'industria (-9 mila) e nelle attività ricettive (-7 mila), crescono soltanto nelle costruzioni (+10 mila). Il tasso di occupazione in Abruzzo nel III trimestre 2015 è stato del 53,3%, valore più basso rispetto al 56,7% nazionale, mentre nel IV trimestre 2014 il tasso abruzzese del 56,9% era più alto del 56% italiano. Nel IV trimestre 2014 i disoccupati erano 69 mila a fronte dei 61 mila del III trimestre 2015 per cui si è registrato un decremento di 8 mila unità. In valore percentuale si è subito un decremento del 11,9%, valore di gran lunga più basso del 21,7% nazionale.