Abruzzo. La Corte dei conti scopre criticità sulle leggi varate dal centrodestra

Spuntano due documenti con rilievi su premi culturali, debiti fuori bilancio e conti sanitari. I consiglieri Cavallari e Menna (Abruzzo Insieme): «Gravi carenze nella programmazione economica»
L’AQUILA
Sono due i documenti della Corte dei conti che parlano di «criticità» riscontrate sui provvedimenti varati dall’amministrazione Marsilio con un lungo elenco di «osservazioni» da sanare. In tutto sono 22 pagine che passano in rassegna le leggi approvate dal centrodestra di governo, dai premi culturali finanziati con l’alea delle maggiori entrate fino ai debiti fuori bilancio, e mettono in discussione le coperture finanziarie: «Fornire maggiori elementi conoscitivi», dice la magistratura contabile sugli atti datati 24 aprile e 19 maggio. E l’opposizione accusa: «La Corte dei conti certifica il fallimento della narrazione costruita dal centrodestra sui conti della Regione Abruzzo», dicono i consiglieri Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna di Abruzzo Insieme, «dietro gli slogan su buona amministrazione, rigore finanziario e bilanci in ordine, emergono opacità, improvvisazione e gravi carenze nella programmazione economica e finanziaria».
Sotto la lente della magistratura contabile ci sono le leggi approvate dal consiglio regionale nel 2025: «Le osservazioni della magistratura contabile», dicono i consiglieri, «non possono essere archiviate come semplici rilievi tecnici: investono direttamente il metodo di governo della maggioranza e la credibilità della gestione regionale».
La Corte dei conti evidenzia «relazioni tecnico-finanziarie assenti o inadeguate, difficoltà nella quantificazione degli oneri, clausole di invarianza prive di adeguato supporto istruttorio e coperture basate su maggiori entrate future non ancora certe». Per Cavallari e Menna, si tratta di «decisioni assunte senza adeguata trasparenza, istruttorie incomplete e senza piena garanzia di sostenibilità economica».
Uno dei rilievi riguarda la nascita della società in house Abruzzo Sport e Salute che dovrebbe gestire impianti sportivi pubblici, a partire dalle piscine Le Naiadi di Pescara: «Si chiedono ulteriori elementi sulla sostenibilità economica».
Tra le altre «criticità» ci sono anche i conti sanitari dell’Abruzzo sottoposto a un programma operativo 2026-2028 a fronte di un disavanzo da 83 milioni di euro nel 2025: «Preoccupano», dicono i consiglieri di opposizione, «i rilievi sui 10 milioni inizialmente accantonati per il disavanzo sanitario e poi destinati ad altri interventi senza chiara individuazione delle finalità; dubbi anche sui finanziamenti all’aeroporto d’Abruzzo e alla Saga; sulle operazioni riguardanti Fira; sulle misure per l’emergenza idrica; e sulla proroga degli incarichi dirigenziali, con carenze documentali e istruttorie».
Secondo Cavallari e Menna, «emblematico il caso Areacom: variazione di bilancio senza chiara indicazione delle finalità della spesa, in contrasto con i principi di trasparenza e di corretta programmazione delle risorse. Molte di queste criticità», proseguono, «erano state segnalate dalle opposizioni durante l’esame dei provvedimenti. La maggioranza ha scelto di ignorarle e procedere comunque all’approvazione delle norme. Oggi la Corte dei Conti ne conferma la fondatezza».
Lo scontro non è più soltanto burocratico ma politico: i consiglieri chiedono che il presidente della giunta Marco Marsilio di Fratelli d’Italia riferisca all’Emiciclo «sulle contestazioni della Corte dei Conti e sulle iniziative che intende assumere. Il presidente della Regione e la giunta non possono limitarsi al silenzio o alla propaganda: devono spiegare», chiedono Cavallari e Menna, «come sia stato possibile approvare provvedimenti con tali carenze istruttorie e finanziarie e perché siano stati ignorati rilievi oggi confermati dalla magistratura contabile. La Corte dei conti ha fatto cadere il velo della propaganda. Ora il centrodestra risponda nel merito e si assuma la responsabilità politica delle proprie scelte. Gli abruzzesi hanno diritto di sapere come vengono impiegate le risorse pubbliche e perché siano stati approvati provvedimenti oggi oggetto di rilievi così significativi. La trasparenza», concludono, «non può essere uno slogan».

