Abruzzo, scoperto un nuovo e raro fiore nel parco del Sirente Velino

19 Maggio 2016

Dopo il ritrovamento alle pendici meridionali del Gran Sasso, una nuova colonia della Adonis vernalis (adonide primaverile) è stata individuata nella nostra regione. Era considerata estinta fino al 1997

L'AQUILA. La flora del Parco regionale Sirente Velino si è improvvisamente arricchita di un nuovo gioiello di biodiversità. nel corso di un’escursione del Cai (Club alpino italiano), il socio di Appennino ecosistema Luciano Del Sordo ha scoperto una nuova piccola popolazione della rarissima e bellissima specie vegetale Adonis vernalis (adonide primaverile, della famiglia delle ranunculaceae), finora sconosciuta per l’intero territorio del parco e le cui sole piccolissime popolazioni italiane si trovano ad oltre 10 km di distanza nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
La specie, ritenuta del tutto estinta in Italia fino al 1997, è stata poi rinvenuta in sette piccoli popolamenti, tutti localizzati alle pendici meridionali del Gran Sasso. Nell’Europa occidentale, è presente solo in Austria ed in Francia, mentre è ritenuta estinta nei Paesi Bassi. A causa di tale esiguità, è considerata fortemente minacciata dalla Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) ed è protetta a livello internazionale dalla Convenzione internazionale sul commercio delle specie in pericolo di estinzione (Cites).
La piccola popolazione, la cui presenza è stata confermata dai botanici di Appennino ecosistema, consiste in circa 500 piantine sparse su una superficie di circa 3 ettari. Si trova nel territorio del Comune di Tione degli Abruzzi, proprio in quell’area montana ricca di habitat di interesse comunitario e protetta da una zona di protezione speciale dell’Unione Europea che l’amministrazione comunale e quella regionale vorrebbero eliminare dal parco.
«Si tratta di una scoperta eccezionale, che amplia verso Sud-Est l’areale noto della specie, fortemente minacciata ed in pericolo di estinzione», ha dichiarato in proposito Fabio Conti, consigliere scientifico di Appennino ecosistema ed uno dei massimi esperti della flora appenninica. «La protezione del suo territorio è quindi un imperativo categorico, se si vogliono rispettare le norme internazionali, tutelare la biodiversità ed agire secondo il comune buon senso».