Acqua di Canistro, il marchio è un rebus

La sorgente è di Norda mentre Colella rivendica l’etichetta. E il Comune trova una carta che abbina la fonte al nome Santa Croce
CANISTRO. La Norda scalda i motori per imbottigliare l'acqua della Sponga. Ieri il primo faccia a faccia tra la Regione e i manager dell'azienda, ma resta un dubbio: come si chiamerà l'acqua?
Sul marchio Santa Croce ci sono molte perplessità che a breve dovranno essere risolte. «Abbiamo avuto un incontro puramente informale con la Norda rappresentata dall'imprenditore Massimo Pessina», spiega il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, che da mesi segue la vicenda: «Un'azienda di grande serietà con una storia e una filosofia ammirevoli. Hanno già scritto alla Regione per avere delucidazioni tecniche perché prevedono di muoversi in tempi rapidi per il percorso autorizzativo, e per avere un incontro istituzionale con Regione e Comune di Canistro».
Stando agli atti, il proprietario del marchio Santa Croce è Camillo Colella che lo ha acquistato nel 2007 insieme a tutto il pacchetto dalla famiglia Faroni. Per questo l'imprenditore molisano nel novembre 2016 si è sentito legittimato a immettere sul mercato l'acqua Castellina - captata in un altro stabilimento di sua proprietà in provincia di Isernia - nelle bottiglie con l'etichetta della Santa Croce. Spiegando che aveva «il diritto di imbottigliare acqua da altri stabilimenti e di venderla con la stessa etichetta evidenziando nella bottiglia la provenienza e le caratteristiche».
Di fronte a questa versione delle cose, la Norda – alla quale la Regione ha affidato temporaneamente la gestione dell'acqua della Sponga in quanto vincitrice del bando trentennale – dovrebbe cambiare nome.
Ma c'è dell'altro. Il Comune di Canistro ha le carte in mano che dimostrano come originariamente si chiamasse proprio Santa Croce, motivo per cui questo nome può essere comunque utilizzato dalla Norda in quanto legato alla storia del paese dove sgorga l'acqua della Sponga.
Inoltre a seguito della nomina del tribunale di Avezzano della commercialista romana Rossella Filauro come custode-amministratore giudiziario della Colella Holding per il sequestro avvenuto il 21 febbraio di immobili, titoli e disponibilità finanziarie per circa 20 milioni di euro nei confronti di Colella, ci sarà una trattativa con Regione e Norda nella quale rientrerà sicuramente anche il marchio. «La questione del marchio andrà a costituire oggetto di trattativa che la nuova aggiudicataria provvisoria, la Norda, dovrà affrontare con la Regione», sostiene l'avvocato del Comune, Salvatore Braghini, «l'85 per cento del pacchetto azionario di Colella è attualmente nelle mani dell'amministratore giudiziario che dovrà condurre la trattativa. Non è escluso che ci possa essere una transizione dal vecchio al nuovo concessionario, che comprenda lo stabilimento e il marchio acquistato dalla famiglia Faroni. E poi c'è l'aspetto storico da valutare che riguarda l'antico nome di Canistro inferiore: Santa Croce».
Da alcuni documenti storici reperiti nell'archivio del Comune di Canistro è emerso che anticamente il paese era diviso in due parti: il capoluogo e la frazione di Santa Croce dove si trovava anche l'omonima chiesa. Queste carte possono essere utilizzate per avvalorare la tesi che l'acqua della Sponga, e non altre, deve portare il nome di Santa Croce. «Abbiamo trovato uno scatto militare della parte inferiore del paese datato 1909 dove si legge chiaramente Santa Croce», precisa l'assessore comunale alle Attività produttive, Ugo Buffone, «Canistro e Santa Croce, infatti, erano due comunità divise che si sono unite solo dopo il terremoto del 1915. I residenti di Canistro si spostarono a Santa Croce, diventata poi Canistro inferiore, dove venne trasferita anche la sede del municipio. E per quanto riguarda lo stabilimento abbiamo messo già dei terreni a disposizione per farne uno nuovo».
Eleonora Berardinetti

