Acqua sporca e fughe di gas le paure degli abruzzesi

Indagine on line rivela le minacce domestiche più temute nella nostra regione Spuntano muffe e acari tra i pericoli percepiti. La soluzione affidata al fai-da-te
PESCARA. Inquinamento nelle case: quasi la totalità degli abruzzesi (81%) ammette di saperne poco o nulla. Tra le minacce più temute, inquinamento dell’aria e dell’acqua (60%) e le fughe di gas (60%). Proprio sull’acqua del rubinetto abruzzesi divisi: il 47% la beve abitualmente, ma il 53% preferisce evitarla. Prevenire, tuttavia, è possibile per l’84% degli intervistati.
INDAGINE ON LINE. Questo emerge dalla ricerca effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, sulla base di un'indagine Cawi (computer assisted web interviewing), condotta quindi sul web dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2017 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.
RADON E MONOSSIDO. Non bastava l’inquinamento dell’ambiente esterno: a minacciare la nostra salute sono anche i pericoli che si insinuano tra le mura domestiche. L’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio. Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili. E in Abruzzo?
Come nel resto d’Italia, anche qui l’informazione è poca: il 47% degli abruzzesi ammette di averne una conoscenza limitata e il 34% ne ignora del tutto l’esistenza. Tra le minacce domestiche più temute dagli abruzzesi, si collocano al primo posto, a pari merito, le sostanze nocive nell’aria (60%), l’inquinamento dell’acqua (60%) e le fughe di gas (60%). Preoccupano anche funghi e muffe (37%), mentre solo il 23% degli abruzzesi si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte.
COME PREVENIRE. Ma come affrontare i problemi legati all’inquinamento domestico? Secondo gli intervistati della regione, un approccio “fai da te” può essere efficace, areando spesso gli ambienti di casa (56%) e curandone l’igiene e la pulizia (56%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 44% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati. Meno numerosi, invece, gli abruzzesi che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria (27%), o acquistando un depuratore dell’acqua (32%). Ed è proprio l’acqua potabile di casa che divide gli abruzzesi. Se il 47% degli intervistati dichiara di bere abitualmente quella del rubinetto, il 53% preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità.
MA C’E’ UN APPELLO. Prevenire, però, è possibile, e conoscere è il miglior modo per contrastare queste minacce, secondo quanto sostiene l’84% degli abruzzesi. Come? Il 47% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 32% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa e il 5% richiederebbe l’intervento di personale a domicilio per rilevazioni e mappature. (c.s.)

