Addio a Di Vincenzo, pioniere dello sviluppo

Si è spento a 88 anni l'imprenditore teatino, nominato da Ciampi Cavaliere del Lavoro
CHIETI. Pioniere dello sviluppo. Costruttore capace, scaltro, ambizioso. Sono le parole che ricorrono nel giorno della scomparsa di Dino Di Vincenzo, nominato Cavaliere del Lavoro dal presidente Carlo Azelio Ciampi nel 2002. L'imprenditore teatino si è spento ieri, all'età di 88 anni, nella clinica Villa Pini dov'era ricoverato da un paio di mesi. Qui ha trascorso gli ultimi giorni di un'avventura umana affrontata sempre in prima linea, da autentico protagonista della vita economica abruzzese. Risalgono all'autunno scorso le prime avvisaglie di un decadimento fisico che si è aggravato dopo le feste di Natale, costringendolo al ricovero nella Casa di cura teatina. L'ultimo evento pubblico al quale aveva partecipato è del 15 marzo scorso, quando fortemente volle l'arrivo della Banda dei Carabinieri alla Camera di commercio di Chieti per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Registrato all'anagrafe il 14 giugno, in realtà era nato a Chieti il 10 giugno del 1923, come amava spesso ripetere alle persone che gli sono state più care. Con la morte di Dino Di Vincenzo si chiude un ciclo della storia chietina e regionale. Figlio di una generazione che ha ricostruito l'Abruzzo del Dopoguerra, grande amico di Remo Gaspari, il politico di Gissi scomparso nel settembre scorso con il quale contribuì a costruire, con alterne fortune, un pezzo importante del processo di sviluppo economico regionale. «Ha sempre fatto il bello e cattivo tempo, restituendo in ogni caso al bene comune sempre più di quello che aveva progettato». Così lo ricorda Massimo Di Cintio, che per undici anni ha curato le pubbliche relazioni di Di Vincenzo nel lungo periodo in cui il costruttore è stato presidente della Camera di commercio di Chieti. «Tutte le mattine si presentava puntuale in ufficio, perché ha sempre interpretato il suo ruolo come un lavoro, non come una carica onorifica». In quegli anni, era impegnato a fondo per la ristrutturazione del Foro Boario, dove sorge oggi l'area espositiva dell'ente camerale al servizio dell'area metropolitana Chieti-Pescara. Un grande spazio per allestire fiere e mercati, aperto agli artigiani e ai piccoli produttori. Quel mondo che gli è sempre stato vicino, e che per diversi decenni lo ha visto come un punto di riferimento ineludibile. «A Di Vincenzo», racconta Di Cintio, «si deve la nascita dei sistemi di certificazione di qualità dell'olio extravergine e della ventricina. La incessante opera di promozione e valorizzazione dei prodotti tipici dell'Abruzzo». Tra i tanti aneddoti che ritornano nel giorno della sua morte, c'è quello che riguarda la nascita della Sevel in Val di Sangro, la fabbrica del Ducato attorno a cui si è sviluppato il più grande nucleo industriale regionale. «Fu la sua impresa a realizzare lo stabilimento», riprende Di Cintio, «e spesso raccontava di "quelli della Fiat", che all'epoca non credevano molto nella tenace capacità di lavoro degli abruzzesi. Temevano che la costruzione dei capannoni non fosse realizzata per tempo». Correva l'anno 1978, lo stabilimento Sevel fu riconsegnato prima dei tempi concordati. «Credeva fino in fondo nelle cose che faceva. All'inizio, quando cominciò l'attività di imprenditore come geometra andava personalmente e fare le misurazioni. Ha lavorato molto nella ricostruzione in tutta l'area Chieti-Pescara, e queste due città ha sempre portato nel cuore per progettare le sue grandi opere». Realizzatore di infrastrutture, ma anche interventi di di grande sensibilità culturale e urbanistica. A lui si deve la ristrutturazione dell'Aurum, a Pescara, e del Parco archeologico della Civitella, a Chieti, due gioielli del patrimonio architettonico dell'Abruzzo. Molto legato anche al mondo del volontariato e della Chiesa, sia lui che la moglie, Maria Di Pasquale, atessana, con la quale era convolato a nozze nel 1949. Padre di quattro figli: Maria Antonietta, medico-dietologo; Giovanni, ingegnere, che ha continuato l'attività professionale del padre e oggi guida le aziende di famiglia; Roberto, antropologo e imprenditore della comunicazione; Valerio, medico chirurgo. Conseguito il diploma di geometra, ha cominciato l'attività imprenditoriale nel 1949. È stato fondatore di un gruppo industriale diversificato, oggi raccolto sotto il nome di Igefi srl, holding di partecipazione che occupa nelle varie attività oltre 1.200 dipendenti. Il gruppo Igefi è presente anche nel settore alberghiero con una partecipazione nella Dv-Albturist Shpk che possiede l'Hotel Tirana international in Albania e partecipa inoltre con il 25 per cento alla Bonatti S.p.A. di Parma, società leader nell'impiantistica e nei trasporti per l'industria petrolifera con oltre duemila addetti. Grazie alle doti umane e imprenditoriali, il suo rapporto con i dipendenti è sempre stato caratterizzato da un elevatissimo grado di fidelizzazione: turnover e assenteismo assolutamente al di sotto degli indici nazionali di settore, conflittualità interna pressoché inesistente, alto livello di partecipazione dei lavoratori alla vita sociale. Dino Di Vincenzo, già insignito del titolo di Commendatore della repubblica nel 1989, oltre alla sua riconosciuta capacità di organizzazione e aggregazione, è stato tra i personaggi più stimati anche per il suo impegno nel sociale e a favore dei più deboli. Tra le opere di beneficenza sono da segnalare il sostegno agli istituti religiosi della Chiesa cattolica in Albania, le donazioni alle diocesi Pescara-Penne, la partecipazione alla costruzione di una Chiesa in India. Promotore del 10º convegno nazionale sulla ristrutturazione edilizia, socio del Lions club di Pescara e consigliere del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro (Crel) della Regione Abruzzo. Iscritto alla associazione industriali di Chieti dall'11 aprile 1957 il nome di Dino Di Vincenzo compare nei consigli di amministrazione delle società Sara Autostrade, Saga (aeroporto d'Abruzzo), Tecnocons (società dell'UnionCamere). È stato vice presidente dell'associazione industriali di Chieti, presidente della Camera di Commercio dal 22 febbraio 1999 per due mandati e, per un anno, fino alla primavera 2011, dell'Azienda speciale dell'ente camerale teatino. Tra le cariche collezionate nell'arco della sua lunga carriera di imprenditore c'è anche quella di presidente della società Interporto Val Pescara.
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