«Adesso le analisi su tutto il sito inquinato»

Bussi: l’appello degli ambientalisti a tre mesi dal processo in Cassazione che sarà celebrato il 13 marzo
BUSSI . Un appello alla Regione per «l’avvio immediato del piano di caratterizzazione di tutte le aree pubbliche» che ricadono all’interno del Sin (sito di interesse nazionale), intorno alla discarica Tre Monti di Bussi.
A lanciarlo, a tre mesi dalla data del processo che si terrà in 13 marzo davanti alla IV sezione della Corte di Cassazione, è Bussiciriguarda, formata sono le associazioni ambientaliste Ecoistituto Abruzzo, Italia Nostra, Marevivo e Mila Donnambiente. Si tratta, spiegano le associazioni, di un atto tecnico fondamentale, «propedeutico alle future attività di bonifica. I ritardi», aggiungono, «sono incomprensibili se si considera che i fondi statali sono stati erogati in base all’accordo di programma tra Ministero dell’ambiente, Regione, Provincie di Chieti e Pescara, i Comuni di Alanno, Bolognano, Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Chieti, Manoppello, Popoli, Rosciano, Scafa, Tocco da Casauria, Torre de’ Passeri». Il piano, spiegano, riguarda le aree pubbliche presenti nella zona di fondovalle adiacente le sponde del fiume Pescara, dalla confluenza con il Tirino fino poco oltre il Campo pozzi “Colle S. Angelo”; includono le aste fluviali ricomprese nel Sin (fiumi Tirino, Pescara e Orta), e aree di sedimentazione degli sbarramenti idroelettrici presenti sul fiume Pescara. «Complessivamente», aggiungono le associazioni, «si tratta di effettuare il controllo del suolo e sottosuolo, eseguendo l’analisi di oltre 8.500 parametri, e il controllo su almeno 21 piezometri, attraverso la determinazione di oltre 5.600 tra contaminanti e parametri significativi. Pare che tali ritardi siano dovuti al mancato trasferimento all’Arta, che deve eseguire i lavori, dei fondi che lo Stato ha assegnato alla Regione. Dal sito internet di Arta leggiamo la sintesi dei lavori non ancora avviati, pur con fondi già trasferiti da tempo! Perché mai?».
La nota positiva, sostengono le quattro associazioni, è rappresentata dal fatto che, «finalmente, Edison ha deciso di assumersi il compito di caratterizzare e bonificar e le aree di propria competenza».
Oltre che alla Regione, la chiamata è rivolta anche a tutti i sindaci dei territori interessati, affinché «facciano proprio questo appello, anche in nome del loro compito inderogabile di primi ufficiali sanitari del territorio amministrato».
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