Agcom: illegittime le lettere di D’Alfonso per il Sì al voto

PESCARA. L’Agcom, l’Autority per le comunicazioni, ha obbligato il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso a pubblicare per 15 giorni sul sito dell’ente un avviso (da ieri sull’homepage...
PESCARA. L’Agcom, l’Autority per le comunicazioni, ha obbligato il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso a pubblicare per 15 giorni sul sito dell’ente un avviso (da ieri sull’homepage del sito www.regione.abruzzo.it) nel quale si informa della «non rispondenza» alla legge 28/2000 (Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica) della lettera che il governatore ha spedito agli elettori abruzzesi in prossimità del voto referendario del 4 dicembre 2016. La legge infatti vieta «dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto» a tutte le amministrazioni pubbliche «di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni». D’Alfonso aveva invece deciso di entrare personalmente in campagna elettorale sostenendo, anche con l’invio di lettere agli elettori, la riforma costituzionale del governo Renzi. La violazione era stata segnalata all’Agcom da un esposto del parlamentare del Movimento 5 Stelle Roberto Fico, presidente della Commissione di vigilanza Rai. Nell’esposto Fico segnalava la lettera nella quale, ha scritto il parlamentare, «Luciano D’Alfonso sostiene le ragioni del Sì al referendum e invita i cittadini a votare in tale senso». Inoltre, aggiungeva Fico, «nella stessa lettera viene promosso, o comunque viene fatto riferimento al sito internet “la Regione dice la Regione fa”». L’Agcom ha riconosciuto la fondatezza dell’esposto e obbligato la Regione a provvedere all’avviso, per non incorrere nella sanzione amministrativa pecuniaria. Negli stessi giorni anche Maurizio Acerbo, oggi segretario nazionale di Rifondazione comunista, aveva segnalato il fatto. Lo ricorda Marco Fars, segretario regionale di Rifondazione Comunista, che invita il presidente del Corecom (Il comitato regionale emanazione dell’Agcom) alle dimissioni per il mancato controllo.
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