Allergie di stagione Il segreto è saperle riconoscere

9 Aprile 2015

Il primo passo è il test allergometrico, utile anche consultare il calendario dei pollini, in alcuni casi ci si può immunizzare

PESCARA. La chiamano “pollinosi” e fa sentire i suoi effetti negativi a primavera. Starnuti, naso chiuso e occhi rossi sono solo alcuni sintomi delle manifestazioni allergiche dovute alla sensibilizzazione specifica ai pollini di determinate piante. Come difendersi? Imparando a conoscere meglio questo problema. Per farlo, abbiamo chiesto aiuto a un esperto, il dottor Nicola Verna, specialista in Allergologia e Immunologia clinica dell'ospedale civile di Pescara.

Dottore, quali sono le manifestazioni più diffuse?

«Variano dai sintomi nasali, come starnuti, sgocciolamento e naso chiuso, a quelli oculari, come eccessiva lacrimazione, occhi rossi e pruriginosi, per arrivare fino all'asma, che può manifestarsi con molteplici sintomi come difficoltà respiratoria, fiato corto, tosse, respiro sibilante».

Qual è il periodo più difficile per chi soffre di allergie?

«Le allergie stagionali hanno una calendario scandito dalla fioritura e la conseguente impollinazione delle varie piante responsabili. Malgrado la credenza popolare, i pollini allergizzanti più importanti non derivano da piante con fiori colorati e profumati o dai pioppi, ma da alberi e fiori scarsamente appariscenti, i cui pollini vengono trasportati dal vento. Nei primi mesi dell'anno, i pollini più spesso implicati nelle allergopatie respiratorie sono quelli degli alberi a cosiddetta “fioritura precoce” come il cipresso, la betulla e il nocciolo. In primavera prevalgono i pollini delle erbe, Graminacee e Parietaria. Nel periodo estivo prevalgono i pollini di olivo, Composite e Ambrosia. Ma anche le spore delle muffe, come l'Alternaria, possono essere responsabili di allergopatie respiratorie ad andamento stagionale con riesacerbazioni estive e autunnali».

Come possiamo combatterle?

«Alcuni accorgimenti possono aiutare gli allergici a difendersi dalle allergie respiratorie stagionali. Per prima cosa, conoscere le proprie allergie sottoponendosi agli esami allergometrici consente di iniziare in tempo la terapia sintomatica, evitando le complicanze delle allergie respiratorie. I test allergometrici cutanei possono essere effettuati in qualsiasi periodo dell'anno. Un accorgimento importante è la sospensione preventiva della terapia con antistaminici e cortisonici assunti per bocca almeno una settimana prima dell'effettuazione dei test stessi. Poi, è bene consultare i calendari pollinici della propria zona di residenza. Una fonte autorevole in tal senso è il sito dell'AIA, la Società italiana di Aerobiologia: http://www.ilpolline.it/. E' importante anche praticare attività sportive all'aperto nelle ore più opportune. L'erba e gli alberi infatti, cominciano a rilasciare il polline al sorgere del sole con il picco del rilascio nella tarda mattinata e nel primo pomeriggio. E' preferibile allora, fare jogging nel tardo pomeriggio o alla sera. Se il bollettino pollinico prevede una elevata conta pollinica per una determinata giornata, è preferibile optare per un allenamento meno intenso all'aperto».

Esistono dei vaccini specifici?

«L'immunoterapia specifica, spesso chiamata impropriamente “vaccino antiallergico”, è l’unico trattamento che, quando praticabile, offre un beneficio a lungo termine che si mantiene anche alla sua sospensione. Consiste in piccole iniezioni sottocutanee o gocce da somministrare sotto la lingua con dosi progressivamente crescenti di estratto allergenico, per aumentare la tolleranza del paziente alle sostanze cui è allergico. Gli effetti benefici non sono immediati: il trattamento infatti, viene effettuato generalmente dai 3 ai 5 anni. Oltre alla tolleranza, gli altri effetti dell'immunoterapia specifica sono rappresentati da un'azione preventiva sullo sviluppo di asma nei pazienti con rinite allergica, e la prevenzione di nuove sensibilizzazioni allergiche. L'inizio di tale trattamento viene rimandato, generalmente, a quando il paziente ha ottenuto un controllo ottimale dei sintomi con la terapia sintomatica».

E per i costi?

«A fronte di numerosi studi sull'efficacia, la nota dolente dell'immunoterapia per le allergopatie respiratorie è rappresentata proprio dai costi, finora sostenuti interamente dai pazienti. A tal proposito è doveroso segnalare un recente e importante cambiamento di rotta da parte della legislazione italiana, che lo scorso febbraio ha riconosciuto la prima immunoterapia sublinguale come rimborsabile a carico del Sistema sanitario nazionale. Malgrado, al momento attuale, tale rimborsabilità sia prevista solo per un trattamento sublinguale per il polline di graminacee, e si attenda il recepimento legislativo da parte delle singole regioni, essa rappresenta un notevole passo in avanti per la diffusione di tale terapia a tutta la popolazione».

L'omeopatia può aiutare?

«Come ribadito anche negli ultimi documenti del Progetto delle linee guida italiane Bpco, rinite e asma, non vi sono sufficienti prove scientifiche di efficacia per l'omeopatia come per altri trattamenti di medicina complementare alternativa quali agopuntura, fitoterapici, medicina ayurvedica, cromoterapia».

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