Allevatori: misure contro la crisi

25 Luglio 2019

Coldiretti, in duecento all’evento promosso a Teramo per chiedere nuove regole per il settore

TERAMO . Regole chiare e uguali per tutti, ma anche un sistema di contribuzione comunitaria che premi la qualità e l’occupazione per fronteggiare la progressiva scomparsa della pastorizia abruzzese. È quanto emerso dall’incontro “Presente e futuro per una zootecnica di valore” che si è tenuto a Teramo, nell’istituto di istruzione superiore Di Poppa – Rozzi, promosso da Coldiretti Abruzzo, e al quale hanno partecipato più di duecento allevatori. Un summit per confrontarsi e discutere sulle problematiche maggiormente sentite dal mondo pastorale che, in Abruzzo, ha visto negli ultimi anni erodere gran parte del patrimonio zootecnico. Dal 2009 mancano infatti all’appello ben quattro pecore su dieci, il 40% delle greggi che dieci anni fa pascolavano sulle montagne e le colline abruzzesi. E allo stato attuale il gregge Abruzzo è composto da 220mila ovini per un totale di meno di mille pastori, in cui sono compresi anche gli allevamenti familiari. Una situazione disastrosa che deve fare i conti con premi comunitari spesso in ritardo o addirittura “bloccati”, pascoli “scippati” da grosse imprese del Nord e una complessità normativa che sta provocando non pochi danni ad un sistema produttivo antico, che è stato per decenni il tratto distintivo dell’economia tradizionale. E poi i problemi collegati alla fauna selvatica che spesso cancella intere greggi, o un prezzo riconosciuto al latte e agli agnelli che non riesce neanche a coprire le spese aziendali di gestione.
All’incontro, al quale hanno partecipato l’assessore regionale all’agricoltura Emanuele Imprudente e il direttore di Coldiretti Abruzzo Giulio Federici, oltre alla presidente di Coldiretti Teramo, Emanuela Ripani, c’erano Fabrizio De Filippis, professore ordinario di economia e politica agroalimentare dell’università Roma Tre; Stefano Leporati dell’area economica della Confederazione nazionale Coldiretti; Giuseppe Bucciarelli, dirigente del servizio sanità veterinaria della Regione Abruzzo; Massimo Scacchia dell’istituto zooprofilattico sperimentale di Abruzzo e Molise e i dirigenti provinciali del servizio veterinario delle Asl, ai quali gli allevatori hanno fatto domande e chiesto risposte pratiche su come gestire un patrimonio di norme e regole molto spesso disomogenee e di difficile attuazione. Presenti anche la dirigente scolastica Caterina Provvisiero e il presidente dell’associazione allevatori Pietropaolo Martinelli, che a margine dell’incontro, ha ribadito «le grandi difficoltà di una categoria che è patrimonio dell’economia regionale e va tutelata per il bene delle imprese custodi di territori impervi e svantaggiati».
E da qui l’ultima chance, la ricetta che secondo Coldiretti potrebbe salvare un sistema in agonia: l’uniformazione delle regole a livello regionale superando le differenze provinciali e perfino comunali attualmente esistenti, e una rivisitazione del sistema di aiuti che premi la produttività aziendale, la distintività e la valorizzazione del territorio. Per Coldiretti, vanno per esempio maggiormente premiate le aziende che danno occupazione e presidiano il territorio 365 giorni l’anno.