«Altolà alla Regione» I sindacati spiegano lo stop nei trasporti

4 Agosto 2015

Venerdì lo sciopero di autobus e treni contro la nuova Tua «Possibilità di revoca? Forse, se vengono a miti pretese...»

PESCARA. «Se esiste una possibilità di ripensamento? Non credo a quattro giorni dallo sciopero. Ad ogni modo, siamo aperti al dialogo e se la Regione tornasse a miti pretese, può ancora succedere...». Giuseppe Murinni, segretario della Uilt trasporti, apre un sia pur piccolo spiraglio sulla possibilità che vengano fatti evitare agli abruzzesi e ai villeggianti i disagi dello sciopero regionale dei trasporti proclamato per venerdì contro la politica di settore della Regione.

Circa 1600 lavoratori della nuova Tua (azienda unica regionale dei trasporti) – che ha inglobato le società pubbliche Arpa, Gtm e Sangritana – si fermeranno secondo orari e modalità stabilite (vedi tabella accanto) rischiando di paralizzare la regione in un periodo di alta stagione turistica.

Per evitare il definitivo caos i sindacati confederali e Faisa Cisal hanno preservato dallo stop le fasce orarie protette di maggior traffico pendolare. Cionostante il personale non viaggiante (impiegati, meccanici ecc.) aderenti a Cgil/Filt e Ugl, si asterranno dal lavoro per 24 ore, mentre quelli di Cils, Uilt e Faisa-Cisal nelle ultime 4 ore del turno.

I sindacati arrivano allo sciopero seguendo un percorso diverso. Infatti ci tengono a dire che sono due scioperi che collimano nelle modalità, ma che i tavoli per la trattativa con l’azienda, cioé la Regione, continuano ad essere due e separati. Filt-Cgil e Ugl, con i segretari Franco Rolandi e Giuseppe Lupo, rappresentano l’ala dura della trattativa avendo fin dall’inizio contestato il piano aziendale Tua della Regione e contro il quale hanno già scioperato una volta. Cisl (segretario Alessandro Di Naccio), Uilt e Faisa Cisal, hanno all’inizio preferito dare credito alla Regione e al nuovo management della Tua, salvo poi decidere di scendere alla maniere forti dopo aver constatato che l’impegno originario si stava modficando. Come? «Dopo il discorso costruttivo avviato con la Regione, teso all’armonizzazione dei tre contratti aziendali e dopo aver concordato un nuovo modello di offerta di trasporto regionale», premette Murinni, «ci siamo accorti che l’impegno iniziale è piano piano scemato e l’azienda ha chiesto sempre più produttività senza garantire livelli minimali retributivi e trasformandosi a sua volta in soggetto programmatore dei servizi».

Non va giù ai sindacati il fatto che la Regione abbia presentato una proposta che moltiplica le funzioni apicali della Tua andando in controtendenza su quanto detto e quanto inizialmente concordato sulla necessità di uno snellimento burocratico: «Con lo sciopero vogliamo dare un segnale di altolà alla Regione, atteso che i contratti di secondo livello Gtm e Sangritana sono già scaduti e che quello Arpa termina il 15 settembre». E se entro quella data non venisse raggiunto un accordo? «A quel punto l’intero sistema del trasporto regionale salterebbe», concludono i sindacati, «perché verrebbero meno anche determinati incarichi e funzioni tipiche del contratto aziendale».(a.mo.)

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