Anche i processi sono diventati più rapidi
Da noi la durata media è di 343 giorni. La maglia nera invece va alla Basilicata con 2 anni e mezzo
PESCARA . Quanti giorni ci vogliono per definire un processo, in Italia, davanti a un tribunale ordinario? Secondo l’Istat la risposta è 445, elaborata a partire da dati forniti dal Ministero della Giustizia.
E l’Abruzzo, in questo senso, rappresenta davvero un caso virtuoso, dal momento che in media nei nostri tribunali ne servono 343. Niente a che vedere con i 632 giorni che costituiscono la media della macro-area Sud, dove la nostra regione da un punto di vista statistico è inserita. Dal 2012 al 2017 il dato abruzzese è andato progressivamente assottigliandosi, passando da 446 giorni agli attuali 343.
A detenere il record negativo è la Basilicata, dove per definire un processo servono in media 829 giorni (nel 2012 erano 883 e nel 2015 addirittura 975); seguono la Calabria (824 giorni), la Puglia (717), la Campania (611).
Sembrerà pleonastico ricordare che al Nord la media è di 263 giorni, sempre sulla scorta di dati forniti dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, ma vale la pena sottolineare che in Piemonte il dato si attesta a 217 giorni (4,3 milioni di abitanti). In Valle d’Aosta, addirittura, si scende a 124 giorni, ma c’è da sottolineare che si tratta di una regione che conta soltanto poco più di 126mila abitanti. In Trentino, invece, per chiudere un procedimento davanti a un tribunale ordinario ci vogliono 185 giorni (poco più di un milione di abitanti).
Ben diversamente le cose vanno in Molise, dove, seppure in presenza di 308mila abitanti, secondo l’Istat per definire un procedimento servono 561 giorni, un dato in aumento rispetto al 2012, quando invece ne servivano 431. Attese di tutto rispetto anche per la Sicilia, dove il dato si attesta a 588 giorni, e per la Sardegna (dove ne servono 515).
In entrambe le regioni il la durata dei processi è cresciuta rispetto al 2012 (rispettivamente, erano ferme a 581 e 473 giorni. (a.bag.)

