Andare in pensione in anticipo A chi conviene e quanto costa

14 Settembre 2016

Il provvedimento riguarderà dal 1° gennaio 2017 i nati tra la fine del 1950 e l’inizio del 1954 Si guadagnano fino a 3 anni e sette mesi sull’età dell’assegno di vecchiaia con un taglio della mensilità

PESCARA. Dl 2017 chi ha almeno 20 anni di contributi potrà andare in pensione a partire dai 63 anni di età, quindi fino a 3 anni e sette mesi prima del raggiungimento della pensione di vecchiaia. Stiamo parlando di lavoratori del pubblico e del privato, nati tra la fine del 1950 e gli inizi del 1954, indipendentemente dal fatto che siano uomini o donne, poiché dal 2018 l’età per la pensione di vecchiaia sarà la stessa per tutti. La novità si chiama Ape, anticipo pensionistico, e sarà inserita in forma sperimentale per due anni nella prossima legge di Stabilità.

1 Come funziona l’Ape?

Nel 2017, chi ha compiuto 63 anni può decidere di lasciare il lavoro e chiedere l’anticipo della pensione fino al raggiungimento dell’età prevista per l’assegno di vecchiaia. La pensione anticipata gli verrà corrisposta da una banca (ma sarà l’Inps a fare da tramite). Il prestito verrà restituito in 20 anni attraverso una trattenuta sull’assegno pensionistico. La banca si tutela da una eventuale morte del pensionato con una forma di assicurazione che è parte della trattenuta sulla pensione. Quindi il prestito non ricadrà sugli eredi e non inciderà sulla pensione di reversibilità perché sarà integralmente coperta dall’assicurazione.

2A chi conviene?

L’Ape conviene soprattutto alle categorie disagiate, come coloro che a pochi anni dalla pensione hanno perso il lavoro ed esaurito tutti gli ammortizzatori sociali; conviene a chi ha una pensione netta sotto i 1200 euro (1.550 euro lordi), oppure ai lavoratori precoci (quelli che hanno cominciato a lavorare prima dei 18 anni) e ai lavoratori impegnati in attività usuranti. Per queste categorie probabilmente non ci sarà trattenuta, perché sarà lo Stato ad accollarsi i costi. Infatti è previsto un sistema di detrazioni fiscali che per i lavoratori più deboli ammorbidisce o azzera la decurtazione dell'assegno. Per tutti gli altri le trattenute varieranno dal 3 all’8% per ogni anno di anticipo, con penalizzazioni quindi per i redditi più alti e per chi lascia volontariamente il lavoro, fino, secondo alcune stime al 25% dell’assegno lordo. La percentuale così alta dipende dal fatto che nel caso di anticipo di tre anni e sette mesi si prende la pensione per quasi un quarto in più anche in termini di tempo. Per il resto molto dipende dalla motivazione dell'anticipo. Se per esempio un lavoratore chiede la pensione anticipata perché è stato licenziato o perché è un esodato, il taglio sarà inferiore rispetto al lavoratore che decide autonomamente di lasciare il posto di lavoro. Per lo Stato i costo sarà di 500-600 milioni.

Come detto, nelle intenzioni del governo, l’anticipo pensionistico sarà per tutti, indipendentemente dalla gestione previdenziale. Quindi vale per gli autonomi, per le partite IVA della gestione separata, vale per artigiani, commercianti. In definitiva, quanto costerà anticipare di 3 anni e rotti la propria pensione? Per chi lavora, un anno di anticipo gli costerà una cifra da 50 a 60 euro al mese per 20 anni mentre tre anni di anticipo costeranno dai 150 a 200 euro al mese. Fate voi i conti. E tenete d’occhio le mosse del governo, perché le condizioni, da qui al 31 dicembre, potrebbero cambiare.

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