Anticipo pensione a costo zero

6 Ottobre 2016

Continua il lavoro per definire la platea di chi avrà l’Ape con benefici fiscali

PESCARA. Il lavoro sulle pensioni non è finito e le trattative per definire le platee a cui riconoscere i benefici sono già riprese. Dopo il verbale d'incontro di mercoledì scorso, diplomazie e tecnici hanno rimesso la testa sul dossier. La questione è particolarmente delicata: si tratta di stabilire chi avrà accesso al costo zero per l'anticipo pensionistico a 63 anni (Ape social) o al ritiro con un'anzianità di 41 anni, in quanto lavoratore precoce. Il ministro Per l’accesso all’Ape social il ministro Poletti ha parlato di disoccupati senza più ammortizzatori sociali, disabili e persone che fanno lavori usuranti. I sindacati premono per far entrare anche infermieri e maestre nell’Ape social, andando oltre il fattore di rischio, legato agli infortuni e alle malattie professionali, per cui dovrebbero rientrare operai edili e marittimi. In effetti l'intesa stessa parla di «stress lavoro correlato». In ballo ci sono le teste, ma è ovvio che molto dipenderà anche dalle risorse a disposizione (poco meno di 2 miliardi su tutto il capitolo pensioni, stando alle ultime dichiarazioni). Inoltre, un conto è fare riferimento a una categoria nel suo insieme, diverso è spacchettarla. Ad esempio, fa notare chi lavora sul punto, non tutti gli infermieri sono uguali: si può essere di sala o meno, si può prestare servizio in strutture complesse o viceversa. Il concetto base sta nel legare i fattori di rischio che vedono il lavoratore super esposto all'età. Si è a caccia quindi di un 'algoritmo che possa individuare il bacino di chi “merita” l'agevolazione. Ovviamente dietro alla formula non ci sarà solo matematica: deve anche essere frutto di un accordo tra gli interessati. D'altra parte la semplice estrazione delle attività gravose sarebbe cosa presto fatta, basta qualche clic e un raffronto tra le basi dati dell'Inail e dell'Istat. Scontata è invece data l'inclusione di chi è impegnato in attività usuranti, come definite già per legge (è il caso di chi lavora nelle cave o di notte). Operali edili e marittimi dovrebbero rientrare tra le categorie da facilitare basandosi sul tasso di incidenti sul lavoro. Il discorso diventa più complesso quando si passa a considerare gli infermieri e gli insegnanti degli asili nido e delle scuole dell'infanzia. In questo caso si potrebbe ricorrere all'indice di stress, che, riporta il verbale stesso, è stato «istituto previsto a livello europeo e recepito in Italia nel 2008».