Arriva una fiaba per combattere la violenza dei bulli

Lo squaletto Pasquale è un personaggio di Di Pietrantonio Da settembre il volume sarà distribuito nelle scuole
PESCARA . La letteratura in campo contro il bullismo con una fiaba il cui obiettivo è quello di “smontare” gli stereotipi, sia positivi che negativi, come nel caso dei pericoli invisibili che si possono incontrare nella rete e nelle relazioni virtuali. La fiaba si intitola “Pasquale squaletto solidale”. L’autrice è Donatella Di Pietrantonio, scrittrice abruzzese vincitrice nel 2017 del premio Campiello con il romanzo “L’Arminuta”, che ha donato la sua opera al Co.Re.Com. Abruzzo, il Comitato regionale per le comunicazioni, promotore del progetto finalizzato alla tutela dei minori, unico nel suo genere in Italia. Raccolta in un volume contenente anche le illustrazioni di Alice D’Annunzio, la fiaba da settembre sarà consegnata gratuitamente a tutti gli alunni delle scuole primarie abruzzesi. Racconta la storia dello squalo Pasquale che, triste e solo perché allontanato da tutti per la sua pericolosità, riesce a farsi tanti amici salvando i pesciolini da una murena affamata, il tutto non con la violenza, ma con il sorriso. Ieri la presentazione alla stampa a Pescara. Presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, il presidente del Co.Re.Com. Abruzzo, Filippo Lucci, il commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), Antonio Martusciello, e il consigliere del Co.Re.Com. Michela Ridolfi. La presentazione ufficiale è prevista per oggi pomeriggio, a partire dalle 18.30, al Palazzo del Mare di Roseto. «L’obiettivo era dimostrare che spesso gli stereotipi non corrispondono alla realtà. Ai nostri tempi c’è un gran bisogno di smontare gli stereotipi negativi», sottolinea Di Pietrantonio, «ho scelto di utilizzare lo squaletto per la sua potenziale capacità di spaventare. Serve proprio per far vedere che spesso gli stereotipi non corrispondono alla realtà. L’obiettivo è il rovesciamento degli stereotipi negativi, perché si parla di un animale potenzialmente aggressivo e pericoloso che, però, nella fiaba, è il salvatore». Martusciello parla di un messaggio di «consapevolezza e forza» e definisce l’iniziativa come la «best practice» in Italia. «Un progetto intelligente», dice, «che fa capire come, con strumenti molto semplici, quale è una fiaba, si possa individuare un percorso per far crescere in maniera consapevole i ragazzi nell’utilizzo della rete. La rete è il luogo in cui c’è tutto: capacità di crescere, di acculturarsi, di informarsi, di costruire nuove relazioni, ma è anche il luogo del potenziale odio e del cyberbullismo. Attraverso questa fiaba i ragazzi possono costruire una consapevolezza diversa».
Per Di Pangrazio si tratta di «un messaggio di rispetto verso gli altri, perché se c’è rispetto per gli altri c’è rispetto per tutto ciò che ci circonda: è un libro che insegna ai bambini a rispettarsi l’un l’altro».
Il presidente del Consiglio regionale si sofferma anche sulla proficue attività portate avanti da anni con il Co.Re.Com. e sulla necessità di «un’educazione che aiuta ad avere un mondo migliore nel futuro». «Un prodotto straordinario», osserva Lucci, «che, nella sua semplicità, diventa un punto d’orgoglio. Saper riconoscere lo squalo da chi ha cattive intenzioni è fondamentale. Un progetto», conclude, «che ci inorgoglisce, perché certifica che siamo un punto di riferimento per la tutela dei minori».

