Aspettando i saldi c’è lo stop ai nuovi centri commerciali

Da martedì 5 il via ufficiale a due mesi di sconti, nel frattempo si fanno sottobanco Prorogata fino al 2018 la moratoria sulla Gdo: «Ora spazio al commercio urbano»
PESCARA. È iniziato il conto alla rovescia in vista dell’inizio dei saldi invernali. In realtà molti esercizi commerciali hanno già iniziato a praticare “saldi sottobanco” in favore dei clienti più fedeli, ma per il via “ufficiale” in Abruzzo bisogna attendere martedì 5. Nel frattempo, le associazioni di categoria del commercio esultano per un altro provvedimento preso dal consiglio regionale, l’ emendamento cioé che proroga al 2018 lo stop alla costruzione di nuovi centri commerciali, così come avevano richiesto Confesercenti, Confcommercio ed il gruppo consiliare di Forza Italia.
I saldi invernali scattano martedì prossimo e dureranno due mesi, fino al 5 marzo prossimo. Le stesse date valgono per le regioni limitrofe come Molise, Marche e Lazio (in quest’ultimo caso però dureranno di meno). Qualche giorno di tempo, dunque, è gli sconti saranno per tutti.
«Finché i controlli non saranno effettuati l’illegalità continuerà a diffondersi», ha dichiarato ieri il presidente Confcommercio Rosario Cerra, a prorpsoito dei saldi sottobanco che vengono portati avanti in questi giorni.
Ed è a tutela del commercio al dettaglio l’emendamento approvato prima di Capodanno in consiglio regionale sulla moratoria dei centri commerciali in Abruzzo. Un “no” a nuovi centri commerciali che sarebbe scaduto a inizio 2016 e che invece è stato prorogato fino a tutto il 2017 (inizio 2018) proprio perché si ritiene che nella nostra regione vi sia già un’alta concentrazione di negozi della grande distribuzione. Un provvedimento che atteso dalle stesse associazioni del commercio come Confesercenti e Confcommercio e che era stato spinto anmche dal gruppo consiliare di Forza Italia in consiglio regionale.
«Siamo molto soddisfatti per l'approvazione dell’emendamento così come avevamo richiesto», commenta il presidente di Confesercenti Abruzzo, Daniele Erasmi, «la scadenza di tale divieto nel 2016 era un rischio troppo grande sulla testa di migliaia di imprese e addetti. Questo risultato non era scontato, perché non sempre in passato la politica è stata pronta a difendere il diritto al lavoro delle imprese familiari operanti nel commercio».
Secondo Erasmi, ora è il momento di aprire una profonda riforma del commercio in Abruzzo, con un nuovo testo unico e regole coraggiose: «Occorre aprire all'innovazione, per una fase nuova per commercio urbano».
«Noi siamo pronti a fare il nostro lavoro e dare il nostro contributo», interviene il direttore regionale di Confesercenti, Enzo Giammarino, «chiediamo al governo regionale un impegno preciso verso le micro e piccole imprese anche con le risorse comunitarie destinare alle aree urbane: chiediamo che le istituzioni, ora, facciano una scelta decisa e investano sul ritorno dei servizi nelle città, perché non potrà esserci alcun rilancio della qualità della vita delle aree urbane senza una presenza capillare e di qualità dei servizi commerciali di prossimità».
Il direttore Confcommercio Celso Cioni ed il presidente Roberto Donatelli avevano chiesto che la proroga fosse per almeno altri 5 anni: augurandosi anche loro l’avvio di una riforma: «Va rilanciato il commercio di vicinato, che negli ultimi anni ha sofferto una grave crisi, nei numerosi centri urbani».(a.mo.)
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