Aspettativa pagata per chi è candidato? Le guardie si buttano

PESCARA. Il caso più clamoroso è quello di Castelvecchio Calvisio in provincia dell'Aquila, 158 abitanti, dove alla consultazione elettorale l’unica lista in lizza ha preso un solo voto valido....
PESCARA. Il caso più clamoroso è quello di Castelvecchio Calvisio in provincia dell'Aquila, 158 abitanti, dove alla consultazione elettorale l’unica lista in lizza ha preso un solo voto valido. Elettori pigri? Tutt’altro. La lista era “forestiera”, perché presentata e composta da agenti di polizia penitenziaria. E agli elettori di Castelvecchio la cosa non interessava. Ma neanche ai candidati che non si sono infatti votati, anche perché non iscritti nelle liste elettorali del comune.
Problema annoso quello delle candidature “civetta”. Nel 2014 sono stati 121 gli agenti di polizia penitenziaria a candidarsi al voto su un totale di 1.460, quasi il 10%. Quest’anno, una cinquantina, ma la consultazione era molto circoscritta. Se le carceri si svuotano di personale durante le campagne elettorali dipende da una legge del 1981 che concede un mese di aspettativa pagata dal momento dell'accettazione della candidatura per la durata della campagna elettorale. Una norma che risente del clima degli anni di piombo (si voleva evitare che agenti partecipassero in divisa alla campagna elettorale). Per riconoscere le liste sospette, basta vedere le preferenze e in alcuni casi studiare il simbolo, quasi sempre spoglio, senza una grafica elaborata. Ma il segno principe è che i candidati non abbiano preferenze. Oltre a Castelvecchio liste con agenti penitenziari sono state presentate a Guilmi (lista “Insieme”: zero preferenze e lista “Controcorrente”: zero preferenze). A Rocca di Botte (lista “Progetto popolare”: zero preferenze), a Goriano Sicoli (lista “La nuova scelta”: zero preferenze) a Collepietro (lista “La Nuova svolta”: zero preferenze) e a Capestrano (lista “Insieme con voi”: zero preferenze). Stessa musica a Carpineto della Nora dove si è presentata la lista “Finalmente noi”: zero preferenze.
Naturalmente nel complesso degli agenti di polizia penitenziarie che sfruttano il voto per prendersi un mese di riposo da un lavoro stressante e da turni massacranti (il settore è in perenne carenza di organico) c’è anche chi fa il candidato seriamente. Come Mauro Nardella, sovrintendente nel supercarcere di Sulmona, consigliere uscente a Molina Aterno dove domenica è stato rieletto con 13 preferenze. Nardella, prima di candidarsi, ha chiesto al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di essere esentato dall’aspettativa e di continuare a lavorare. Perché è un sindacalista della Uilp che conosce i problemi dei colleghi e perché ritiene la legge del 1981 «obsoleta».
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