Assistenza e costi dell’Alzheimer: l’Abruzzo è indietro
Le famiglie pagano le rate delle Rsa malgrado una sentenza della Cassazione. E non esiste un registro della malattia
PESCARA. «Molti abruzzesi che hanno parenti malati di Alzheimer pagano da soli le rate delle residenze sanitarie assistenziali (Rsa), i cui costi ammontano a circa 30 euro al giorno, per un totale mensile che varia tra i 900 e i 1.200 euro. Alcune realtà si stanno attrezzando bene, ma in linea di massima in Abruzzo non c'è un'offerta adeguata alle esigenze. E anche quando si decide di tenere la persona in casa, la situazione non cambia: per un malato di Alzheimer, tra costi diretti e indiretti, servono tra i 20 e i 30mila euro all'anno. C'è gente sul lastrico». Ad illustrare la difficile situazione vissuta non solo dagli abruzzesi affetti dalla demenza degenerativa, ma anche e soprattutto dai loro famigliari è Nicola Santarelli, presidente dell’Associazione abruzzese malati di Alzheimer (A.m.a.a.), realtà che per molti rappresenta uno dei pochi punti di riferimento.
Il dibattito sull'Alzheimer si ricollega al discusso tema delle compartecipazioni. Sul caso si è pronunciata, nel 2012, la Corte di Cassazione, stabilendo che la rette per il ricovero in case di cura convenzionate deve essere a carico del Servizio sanitario nazionale, ma spesso così non é.
«I decreti sulle compartecipazioni, relativi anche all'Alzheimer», dice l'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, «sono stati osservati ed approvati dal tavolo di monitoraggio. Ora ragioneremo con loro su tali situazioni. L'obiettivoè far si che queste spese non siano a carico degli utenti».
In Abruzzo non esiste un registro sull'Alzheimer e da più parti ne viene chiesta l'istituzione a gran voce. Gli unici dati esistenti, non ufficiali, parlando di circa 25mila abruzzesi affetti dal morbo, di cui 9mila nell'area Chieti-Pescara. L'Agenzia Sanitaria regionale dispone solo dei dati relativi al tasso di ricovero, che fa registrare una riduzione netta - -33,6% tra il 2005 ed il 2013 -, in controtendenza rispetto alla diffusione della patologia.
La riduzione è avvenuta in tutte le province, ma Pescara mostra un tasso superiore alle altre. Se è certo il dato relativo alle Unità valutative Alzheimer (Uva) - in Abruzzo ce ne sono nove - mancano dati ufficiali anche sulle rsa specializzate. «Ho chiesto ufficialmente e invano l'elenco alla Regione due anni fa», dice Santarelli, «ci riproverò con la nuova amministrazione. In Abruzzo manca una legge regionale che preveda un Piano sulle demenze. Ognuno si muove in autonomia: certamente ci sono Comuni più sensibili, ma manca un piano organico. Le famiglie incontrano tenormi difficoltà, manca l’assistenza domiciliare; è una regione del terzo mondo da questo punto di vista».
«I familiari dei malati», aggiunge il presidente Amaa, «non sanno neanche a chi rivolgersi, manca un filo conduttore. Con l'associazione cerco di fare trade union tra enti e famigliari. Mettendoci in rete con le altre associazioni, cerchiamo di fornire indirettamente anche di servizi».
Una delle strutture abruzzesi specializzate in Alzheimer si trova all'interno della clinica Villa Serena di Città Sant'Angelo. È una vera e propria residenza neurogeriatrica, che lavora a stretto contatto con l'Uva. Circa 80 i posti letto. Gli ospiti pagano una retta giornaliera ed è prevista la compartecipazione della Regione.
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