«Attenti a falsi carabinieri, medici e operai»

Tanti casi in Abruzzo. L’appello dell’Arma a chi riceve telefonate o visite sospette: rivolgersi al 112
PESCARA. Si presentano come medici, oppure avvocati, operai e perfino carabinieri. Cercano di entrare nelle abitazioni, ricorrendo ai pretesti più vari, con l'obiettivo preciso di rubare preziosi o spillare soldi. Ci sono sempre più truffatori in agguato, dicono i carabinieri della compagnia di Pescara, coordinati dal capitano Claudio Scarponi, per cui «bisogna prestare la massima attenzione e rivolgersi alle forze dell'ordine quando ci si trova in situazioni di possibile pericolo o comunque ci si pone il dubbio su chi si ha di fronte.
«Si sono verificati degli episodi in cui qualcuno si è presentato telefonicamente come un appartenente all'Arma dei carabinieri, annunciando degli incidenti stradali», in realtà mai avvenuti. «È bene ricordare», aggiunge Scarponi, «che i veri carabinieri non chiedono soldi e lavorano per proteggere i cittadini» quindi è opportuno razionalizzare bene prima di accogliere improbabili richieste di denaro e anche porsi una serie di interrogativi perché è possibile che dall’altra parte del telefono o alla porta ci siano degli abili impostori. Queste persone, prosegue Scarponi, «si muovono per consumare furti, spesso prendono di mira gli anziani», che sono le vittime più fragili, quelle che si convincono più facilmente, e anche quelle che subiscono i danni più gravi, «non solo dal punto di vista materiale ma psicologico».
Che siano finti professionisti, come avvocati o medici, o tecnici, come addetti dell'Enel o carrozzieri, ormai hanno inventato mille stratagemmi diversi per infilarsi nelle abitazioni da derubare e sono talmente credibili da riuscire a farsi mostrare i nascondigli di preziosi e denaro, con la scusa di controllare che sia tutto riposto in luoghi sicuri. Quando il furto è consumato le vittime si rivolgono a polizia e carabinieri per riferire tutto ma l'appello di questi giorni è a comporre il 113 e il 112 prima che sia troppo tardi.
«Il fenomeno si verifica ovunque», conclude Scarponi, «e Pescara non è esclusa. Non è un'isola felice, da questo punto di vista», e lo dimostrano le denunce di un paio di colpi andati in porto e altri solo tentati. «Vogliamo prevenire il ripetersi di questi episodi e lo facciamo chiedendo di stare attenti» e tenere gli occhi aperti, evitando di farsi abbindolare da sconosciuti senza scrupoli.
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