Attenti all’influenza arriverà in anticipo e sarà più pesante

In Abruzzo le vaccinazioni partiranno il 3 novembre L’obiettivo è raggiungere il 75% dei soggetti a rischio
PESCARA. Partirà il 3 novembre in Abruzzo la campagna per la vaccinazione antinfluenzale. Una campagna da prendere molto sul serio, perché l'influenza quest'anno sarà più pesante del previsto. I sintomi saranno più o meno i soliti: infezioni alla vie respiratorie, con tosse e mal di gola, febbre anche alta, mal di testa e dolori alla articolazioni. Tutte cose che la passata stagione hanno fatto passare in media sei giorni a letto a chi è stato infettato dal virus. A far prevedere un'ondata influenzale più pesante del solito sono due fattori, ha spiegato Tommasa Maio, che è Segretario nazionale Fimmg Continuità assistenziale: «Il primo è il largo anticipo con il quale quest'anno, già a fine agosto, è stato isolato il virus in un bambino nato in Marocco e proveniente dalla Libia. Fatto questo che ne prefigura una più ampia diffusione, soprattutto tra le persone non ancora vaccinate. In secondo luogo, i virus A/Hong Kong (H3N2) e B/Brisbane, isolati dall'Istituto superiore di sanità, contengono piccole mutazioni che predispongono a una maggiore circolazione dell'influenza. Questo perché né i bambini, né le persone a rischio che solitamente si vaccinano possiedono gli anticorpi che fungono da barriera alla malattia».
Al momento in Abruzzo arrivano rare segnalazioni, assicura il coordinatore regionale dell’Intersindacale sanitaria abruzzese, Walter Palumbo, «e si tratta di casi di adenovirus o di rhinovirus», quindi banali raffreddori o febbri da raffreddamento. Ma in attesa dello sbarco dei ceppi virali, i medici abruzzesi stanno mettendo a punto la controffensiva. La Regione ha già predisposto il piano di prevenzione, recependo la circolare emanata dal ministero della Salute e ha stanziato 400mila euro per la campagna. E’ inoltre in corso il “reclutamento” dei medici sentinella che lavoreranno al sistema di monitoraggio Influnet, registrando periodicamente i casi riscontrati. Per la copertura vaccinale i direttori delle Asl regionali dovranno mettere in atto tutte le iniziative necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo della vaccinazione del 75% dei cosiddetti gruppi target, quali anziani, malati cronici e appartenenti alle categorie a rischio. Un traguardo ambizioso, se si tiene presente che l’anno scorso solo poco più del 50% del target andò a vaccinarsi (vedi box).
Tra le raccomandazioni del ministero della Salute, la vaccinazione antinfluenzale, «attiva e gratuita», è prioritariamente indicata per le donne che si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, per i soggetti a rischio di complicanze per patologie pregresse o concomitanti, per i soggetti di età pari o superiore ai 65 anni, per gli operatori sanitari che hanno contatto diretto con i pazienti e per altri soggetti a rischio. In più, è raccomandato che, «siccome la protezione indotta dal vaccino comincia due settimane dopo l’inoculazione e perdura per un periodo di sei-otto mesi dopo i quali tende a declinare e poiché possono cambiare i ceppi in circolazione», ci si sottoponga «a vaccinazione all’inizio di ogni nuova stagione influenzale». La Fimmg consiglia quest’anno la vaccinazione anche alle persone sane tra i 50 e i 60 anni, che a causa della mutazione del virus saranno a breve più colpite dall’influenza. «Per loro il vaccino non sarà purtroppo gratuito ma sempre meglio spendere una quindicina di euro che perdere 5-6 giorni di lavoro, tanto più se si appartiene al sempre più numeroso popolo delle partite Iva», ha commentato Maio.
Vito de Luca
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