«Attento Abruzzo, l’Expo non è una fiera»

Il sociologo Aldo Bonomi mette in guardia dai possibili errori alla partecipazione E nel finale la doccia fredda: andare a prendere lì i turisti? Meglio contattarli subito
PESCARA. «L’Expo 2015 non dovrà essere una fiera: non dovrà essere né la continuazione di una Pro loco, né una festa dell’Unità, dove si propongono le salamelle». Il sociologo Aldo Bonomi, ieri in visita in Abruzzo, una delle tappe del suo tour di accompagnamento all’Esposizione universale a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre, non poteva essere più chiaro: a Milano non si va per proporre la propria merce.
La «filosofia», come l’ha definita il fondatore di AAster, il consorzio Agenti di sviluppo del territorio, dovrà invece essere incentrata su due direttrici: «Il limite e la scarsità, così come fu per le esposizioni di Saragozza e Shangai». Infatti, se nel primo caso l’oggetto principale è stata l’acqua, nel secondo l’argomento è stato la qualità della vita nello sviluppo urbano., con l’Expo di Milano che sarà concentrato, ha ricordato Bonomi, «sul concetto relativo al nutrire il pianeta». E l’Abruzzo, così come le altre regioni, non dovrà presentarsi col motto “Cuochi di tutto il mondo unitevi!”, parafrasando Marx ed Engels. Ma dovrà fare sistema. «Sistema con l’Italia, come d’altronde l’Abruzzo sta già ben facendo», con l’obiettivo di «rappresentare il territorio, visto anche che l’Italia non è un “hard power”, ma un “soft power”, un potere dolce».
Perciò Bonomi, accompagnato dal Sottosegretario alla presidenza regionale Camillo D’Alessandro, ha insistito nell’incoraggiare l’Abruzzo, che sul tema è capofila, a concentrarsi sul progetto “Appennino parco d’Europa”. «Organizzate dei seminari», ha esortato alla platea dell’Aurum, composta perlopiù da operatori commerciali, turistici e artigiani, «coordinatevi con Umbria, Marche e Lazio», poiché, appunto, la proposta abruzzese, nel «sistema Italia, non potrà che essere la qualità della vita. L’Abruzzo dovrà spiegare perché in questa regione c’è qualità della vita».
E la via sembra essere proprio questa nel concept - presentato da Susanna Ferrini (realizzato con il direttore del dipartimento di Architettura, Paolo Fusero), professore associato alla d’Annunzio, in Progettazione architettonica -, ovvero il modello con il quale sarà allestito il padiglione Abruzzo, nella “Settimana del protagonismo”, dal 3 al 9 luglio. La chiave di lettura proposta è infatti la biodiversità, «in quella altimetria», ha spiegato Ferrini, «che dalle montagne porta al mare». Ma l’avvertimento finale di Bonomi è da doccia fredda per gli operatori: «Non si pensi di ancorare i turisti a Milano, cercando di portarli in Abruzzo. Si scelgano adesso invece i Paesi da contattare spiegando loro perché dovrebbero venire qui». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

