Avezzano apre agli afgani 1.200 attesi all’Interporto

26 Agosto 2021

Sono atterrati a Fiumicino e utilizzeranno il campo base prima di essere smistati De Ascentiis (Croce rossa): «Pronti a garantire cure, sicurezza e beni necessari»

AVEZZANO. Un bagaglio carico di disperazione. Fardello di chi è dovuto fuggire in fretta dalla propria terra martoriata, dagli affetti più cari. Luoghi e volti che forse non rivedrà mai più. Un futuro incerto che sa di nostalgia e a tratti di speranza. Sono gli uomini, le donne e i bambini dell’Afghanistan atterrati all’aeroporto di Fiumicino a bordo degli aerei della salvezza e destinati all’Interporto di Avezzano. È partita l’operazione umanitaria nel Centro smistamento merci della Marsica, finito nella rete nazionale di accoglienza dei rifugiati afgani scappati dopo l’arrivo dei talebani nella capitale Kabul. Ad aprire la crisi afgana la “ritirata” della truppe americane “suonata” dal presidente Biden. Anche l’Italia attraverso un ponte aereo della marina militare sta portando al sicuro i profughi e chi ha collaborato con gli occidentali. A Herat e Farah hanno operato anche gli alpini dell'Aquila. L’Interporto di Avezzano sarà per i rifugiati una base temporanea di ristoro e smistamento per decongestionare Fiumicino.
L’ACCOGLIENZA. Il campo base allestito nel piazzale potrà ospitare fino ad un massimo di 1.200 persone che qui troveranno un letto, cibo, servizi igienici e tranquillità. In realtà già venerdì scorso, in piena notte, al centro merci erano transitati alcuni autobus. L’operazione accoglienza è gestita dal ministero dell’Interno in collaborazione con la Croce rossa italiana e la protezione civile. «Stiamo allestendo dei campi base da 200 a 250 posti», spiega il responsabile della Croce rossa Pierluigi De Ascentiis, «i rifugiati saranno suddivisi per nuclei familiari all’interno delle varie tende. Qui saranno ristorati, dotati dei beni di prima necessità di cui hanno bisogno e poi trasferiti nei centri di accoglienza. Avezzano», prosegue De Ascentiis, «rappresenta un hub temporaneo per decongestionare l’aeroporto di Fiumicino oltre che una struttura sicura perché distante dal centro abitato».
LA SICUREZZA. Quanto ai protocolli sanitari, il responsabile del centro di ristoro e smistamento precisa: «il controllo sanitario viene effettuato in aeroporto: tutti i rifugiati sono sottoposti al tampone e ad un primo screening i cui esiti sono appuntati su una cartella clinica di cui ogni profugo viene dotato, contenente l’esito del test per il Covid e altre informazioni sanitarie. Il tutto», conclude De Ascentiis, «secondo i protocolli di sicurezza disposti dal ministero dell’Interno». I profughi, tutti identificati, dovranno rispettare una quarantena di sette giorni. Inoltre l’Interporto sarà presidiato h24 dalle forze dell’ordine. È quanto deciso ieri mattina nell’ambito del Comitato provinciale di ordine e sicurezza presieduto dal prefetto dell’Aquila, al quale hanno preso parte il direttore sanitario della Asl 1; la responsabile del centro vaccinale di Avezzano; i comandanti provinciali di carabinieri, guardia di finanza e polizia provinciale; il vice questore di Avezzano; il dirigente del servizio emergenza e protezione civile della Regione; il referente per la Croce Rossa, il sindaco facente funzione di Avezzano e un dirigente per il Comune dell’Aquila. LE REAZIONI. «Avezzano è una comunità aperta, sensibile, accogliente e pronta ad intervenire se sarà necessario», sottolinea il sindaco facente funzione Domenico Di Berardino, «per aiutare chi fugge da guerre, regimi autoritari, miseria e disperazione con particolare attenzione all’aspetto sanitario e di ordine pubblico». «Come Comune», aggiunge il consigliere Nello Simonelli, «siamo a disposizione per l'adozione dei minori non accompagnati all’interno del programma di protezione del Governo, riservato al personale civile afghano collaboratore del nostro contingente militare nella cosiddetta operazione Aquila».