Baby sitter, un aiuto di 600 euro al mese

24 Febbraio 2016

Il beneficio può essere erogato anche se è la nonna ad accudire il bimbo o la bimba

PESCARA.

Se siete una mamma lavoratrice e avete presentato una domanda Isee, potete chiedere all’Inps la corresponsione di voucher (buoni lavoro) per l’acquisto di servizi di baby-sitter. Possono accedere al beneficio le lavoratrici dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro; le lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’Inps (comprese le libere professioniste) che si trovino al momento di presentazione della domanda ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità, e non abbiano fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale. Le lavoratrici madri possono accedere al beneficio anche per più figli, presentando una domanda per ogni figlio.

L’importo del contributo è di 600 euro mensili ed è erogato per un periodo massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata). Il beneficio può essere utilizzato per pagare gli asili nido convenzionati il cuielenco può essere consultatyo sul sito www.inps.it (in questo caso il contributo viene versato direttamente alla struttura) o per l’acquisto di voucher per per il servizio di baby-sitting. Se una lavoratrice è part-time può fruire del contributo in misura riproporzionata in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa. Il contributo concesso per il pagamento dei servizi di baby sitting viene erogato attraverso il sistema di buoni lavoro. L’Inps pertanto erogherà 600 euro in voucher , per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice. I voucher sono unicamente cartacei e dovranno essere ritirati dalla madre lavoratrice presso la sede provinciale Inps territorialmente competente, individuata in base alla residenza o al domicilio temporaneo dichiarato nella domanda di accesso alla prestazione. La domanda va fatta all’Inps indicando a quale dei due benefici intende accedere; il periodo di fruizione del beneficio, specificando il numero di mesi; dichiarare la rinuncia alla fruizione del corrispondente numero di mesi di congedo parentale; dichiarare di aver presentato dichiarazione Isee valida. Secondo una interpretazione della norma il voucher potrebbe essere utilizzato anche per pagare un parente, una nonna ad esempio, ma non il padre che ha già obbligo di accudire il bimbo.