Balzello azzerato in diciassette paesi Stangata Teramo

15 Ottobre 2014

Guardiagrele e Pescina guidano il fronte dei virtuosi In 24 non hanno deliberato: scadenza rinviata

I Comuni, osservando quanto previsto per legge, hanno avuto la possibilità di approvare l'aliquota, cioè la percentuale sulla quale basare il calcolo, sino al 2,5 per mille o al contrario ridurla rispetto all'aliquota base dell'uno per mille sino all'azzeramento. Come eccezione per quest’anno, le amministrazioni hanno avuto anche facoltà di innalzare le aliquote fino al 3.3 per mille, a patto però di prevedere vari tipi di detrazione. L'Abruzzo, in questa valanga cifre che si inseriscono nel computo della tassazione sulla casa, le ha viste tutte. Comuni che hanno cancellato la tassa, convinti che in un momento di crisi come questo l’amministrazione pubblica possa tirare la cinghia dando respiro alle famiglie, ci sono i comuni della stangata, quelli con le aliquote basse e c'è addirittura chi non ha proprio deliberato. Il termine per i Comuni era fissato al 10 settembre: chi entro quella data non è riuscito ad approvare il proprio regolamento – per mancanza di numeri o per scelta – non passa all’incasso. I cittadini di quei paesi (in tabella sono annotati in rosso) saranno chiamati a versare la Tasi in un’unica soluzione entro il 16 dicembre, con aliquota fissa all’1 per mille. In Abruzzo sono 24 paesi, tre del Teramano, sette del Chietino, due del Pescarese e dodici dell'Aquilano. Si tratta prevalentemente di piccole realtà, nelle quali i contribuenti verseranno tutto al momento del saldo.

Accanto ai comuni ritardatari ci sono quelli virtuosi che hanno azzerato l'aliquota, e quindi nei quali almeno per l'abitazione principale non si pagherà nulla; in tabella sono segnati in verde. Nella nostra regione le aliquote zero sono 16 in tutto, distribuite prevalentemente nell'Aquilano e nel Chietino. Come è possibile che alcuni enti possano fare a meno della tassa ed altri no? Ogni realtà sceglie politicamente non solo quanto tartassare i contribuenti, ma anche se farlo o meno in base ai servizi che con quell'entrata vengono finanziati. In altre parole, se il Comune riesce a sopperire con altre entrate ai mancati introiti derivanti dalla Tasi, può farlo a tutto vantaggio dei cittadini che pagheranno una tassa in meno. Accade anche in realtà medio-grandi, come Guardiagrele e Pescina. «Abbiamo siglato un patto importante con i nostri cittadini che permette di pagare meno se tutti lo fanno, con l'intenzione di intensificare le azioni di contrasto all'elusione e all'evasione fiscale per i tributi comunali. Quindi se pagano tutti, tutti pagano di meno – ha spiegato il sindaco di Pescina Antonio Iulianella – Nonostante il Comune sia obbligato a fronteggiare il problema degli altri tagli imposti dai provvedimenti di riduzione della spesa dal 2011 in poi, abbiamo risparmiato tanto nel corso di questi tre anni, ottenuto positivi ed ottimi risultati di amministrazione ed ora non possiamo utilizzare queste risorse, congelate per provvedimenti imposti dall'Europa e recepiti dallo Stato italiano. Tuttavia con l'ingresso in sperimentazione volontaria dal 2014 per la nuova contabilità pubblica (obbligatoria da gennaio 2015 per tutti i comuni d'Italia), sono state liberate, a seguito di un riconoscimento di «premio» dallo Stato, delle sufficienti somme utili alla realizzazione di qualche opera, senza dover spremere ancora i cittadini».

Sul fronte opposto, i Comuni che non solo hanno istituito la Tasi, ma hanno dovuto anche sforare il tetto del 2,5 per mille. Ci sono, tra gli altri, Pescara, Teramo e Sulmona. Teramo, in particolare, secondo la Cgia di Mestre si colloca tra le dieci città in Italia nelle quali si pagherà di più. Fare un calcolo medio è difficile, perché occorre considerare anche le detrazioni e riduzioni che il Comune ha previsto, che in questo caso tengono in considerazione il reddito familiare e la rendita catastale, in base alla quale la somma da pagare può diminuire ed anche considerevolmente. L'ente lo sottolinea chiedendo di rinviare le considerazioni: «Le dimensioni esatte dell’impatto della Tasi sulle tasche dei contribuenti saranno calcolabili solo dopo la scadenza del pagamento dell’acconto». L’amministrazione ha rinviato a quel periodo anche possibili revisioni delle aliquote contenute nel regolamento della Iuc.

Anche Pescara è tra le località della stangata. L'aliquota al 3 per mille ha indignato sindacati e cittadini, ma quei soldi al Comune servono per salvare i bilanci, e va aggiunto che la nuova tassa non avrà effetto sulle seconde case già gravate dall’Imu al massimo. Con la grave crisi di liquidità e con il Comune che viaggia verso il predissesto, per il momento l'unica agevolazione disposta riguarda la detrazione di 100 euro per tutte le abitazioni principali.

Si sono tenute entro i limiti canonici, invece, gli altri due capoluoghi. A Chieti l'aliquota è al 2,5 per mille con detrazioni che riguardano rendita catastale e figli a carico. All’Aquila per le case agibili, al 2. (pa.to)