Bcc Abruzzese, vince Borgia la lista Falconio a un’incollatura

Il presidente uscente riconfermato per una manciata di voti contro la squadra sostenuta da Sebastiani Il commento a caldo: «Nella lista perdente ho amici che stimo, spero di poter collaborare con loro»
MONTESILVANO. Ha vinto il territorio metropolitano contro la città di Pescara. Ha vinto il piccolo azionariato di risparmiatori e artigiani contro una arrembante lista ispirata da imprenditori, professionisti e politici di primo e secondo pelo. Ha vinto anche una linea di moderata conservazione contro una promessa di ricambio che non ha trovato sufficiente ascolto, forse perché della categoria “usato sicuro”, visto che a confrontarsi e scontrarsi con il presidente uscente Michele Samuele Borgia era il suo vice Filippo Falconio (che non poteva non intestarsi i risultati di gestione della presidenza) e non una new entry in stile “rottamatore”.
L’assemblea dei soci ha dunque riconfermato Michele Samuele Borgia alla presidenza della Bcc Abruzzese di Cappelle sul Tavo con 1.217 voti e respinto l’assalto della lista avversaria, 1.072 voti, guidata da Falconio ma soprattutto sostenuta dal presidente del Pescara Calcio Daniele Sebastiani, molto attivo nel cercare adesioni e presente fino all’ultimo ieri all’esterno dei seggi elettorali del Palacongressi di Montesilvano.
Con Borgia nella lista “Un futuro concreto per i soci e i dipendenti della Banca di Credito Cooperativo Abruzzese - Cappelle sul Tavo" c’erano Ludovico Ciavarelli, psicoterapeuta; Mario Di Berardino, imprenditore; Pierino Di Tullio, imprenditore agricolo; Antonio Domenicone, veterinario; Fabio Ferrara, avvocato; Antonio Gabriele, imprenditore del settore abbigliamento; Marino Padovani, imprenditore; Antonio Valloreo, medico radiologo. Con Falconio, dentista, Silvia Tortorella, i costruttori Marco Sciarra e Giovanni Pagliaroli, Bruno Di Donato, Rolando Berardinelli, Paolo Di Blasio, Alessandro Di Camillo, Nicola Lotti, Michele Blasiotti e l’imprenditore del Gruppo Maresca Antonello Ricci.
Il risultato è arrivato al termine di una giornata intensa, iniziata con l’approvazione del bilancio, il discorso dei due candidati e continuata nel pomeriggio con una lunga fila ai seggi (mitigata dal pacco-gadget di pasta De Cecco, molto apprezzato) e da uno spoglio scandito da uno snervante testa a testa tra le due liste (ancora a metà dello scrutinio delle 2300 schede Borgia era avanti di appena 100 voti, ma in alcune fasi si è trovato sotto Falconio) favorito dal sistema di voto, una testa un voto a prescindere dalle quote sottoscritte, modello di democrazia ormai residua nel sistema bancario dopo la riforma delle Popolari. L’annuncio finale, dopo il riconteggio delle schede è arrivato alle 20,30. Per Borgia sarà il terzo mandato.
Nel suo intervento il presidente rieletto aveva sottolineato i buoni risultati della banca (il bilancio 2014 si è chiuso con un utile di 992mila euro, 325 milioni di raccolta, 267 di impieghi), declinati nelle parole d’ordine «ponderatezza, prudenza, capacità di ascolto, rispetto, consolidamento», e aveva sottolineato il ruolo crescente della Bcc come volano del risparmio verso il finanziamento di piccole imprese, professionisti e famiglie, nonostante la situazione di forte restrizione del credito. Falconio aveva invocato la necessità di un «ricambio generazionale» e di «una maggiore attenzione alla mutualità».
Al termine dello spoglio, con i pochi voti di vantaggio in tasca sulla lista avversaria, Borgia è emozionato e stanco: «Mi sento di ringraziare coloro che mi hanno rinnovato la fiducia. Vorrei anche dire che ho intenzione di avviare un rapporto di collaborazione stretta con tutti coloro che erano nell’altra lista. La banca deve continuare a crescere con l’aiuto di tutti. C’è da parte mia la massima volontà di collaborazione e la massima disponibilità. Coltiverò il rapporto con loro, anche perché sono persone amiche che stimo e che vorrei rimanessero nella squadra della banca». Da oggi dunque si ricomincia, ma nella continuità, e con la grande incognita della riforma del sistema delle Bcc in discussione in Parlamento. Sulla quale le Banche di credito cooperativa fanno resistenza, nel timore di vedere annullati 150 anni di localismo, mutualità e solidarismo.
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