Biblioteche provinciali D’Alfonso vuole trasferirle alla Regione

Approvata una “manifestazione di volontà” della giunta Anche il personale passerebbe sotto Palazzo Silone
TERAMO. Quattro sedi, un milione e mezzo di volumi, un catalogo on line di 500 mila documenti, e poi una quantità di oggetti e opere d’arte. Questo il patrimonio delle quattro biblioteche provinciali (Melchiorre Delfico a Teramo, Salvatore Tommasi all’Aquila, Camillo De Meis a Chieti e Gabriele D’Annunzio a Pescara) che la Regione vorrebbe trasferire sotto le proprie competenze assieme al personale oggi dipendente delle Province, creando un «sistema bibliotecario organico a livello regionale».
È questo il contenuto dell’«atto di indirizzo» della delibera approvata dalla giunta straordinaria convocata dal presidente Luciano D’Alfonso venerdì scorso a Palazzo Delfico a Teramo, sede della Biblioteca Provinciale.
Per il momento si tratta di una mera «manifestazione di volontà», determinata dalla consapevolezza del valore documentale e culturale di queste istituzioni e dal rischio che vengano impoverite dal processo di trasformazione delle Province in enti di area vasta. Nella legge Delrio, che ha abolito e trasformato le Province, la funzione in materia di biblioteche provinciali non viene elencata tra quelle fondamentali dei nuovi enti. La legge dà quindi la facoltà alla Regione di elencare questa funzione tra quelle esercitate dalle rispettive Province ma non riconducibili a quelle fondamentali, oppure di trasferirne la funzione alla stessa Regione. Per farlo D’Alfonso ha bisogno che si esprima l’Osservatorio regionale per la riforma delle Province e che questo approvi l’emendamento al disegno di legge regionale di recepimento della Delrio (approvato con delibera di giunta il 29 dicembre 2014), che poi dovrà passare in Consiglio regionale.
Con questo atto di indirizzo la giunta si impegna anche a ricollocare il personale provinciale delle biblioteche nell’organico della Regione. Tutto il procedimento deve essere a costo zero per la Regione che pertanto riporterà a sé le risorse legate a questa funzione. Oggi il sistema delle biblioteche provinciali ha un costo di circa 2,7 milioni di euro, di cui 1,9 per il personale e 800 mila euro per le spese di funzionamento. Le entrate dirette sono di appena 500 euro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

