l’intervista

Bocchino cerca casa: «Addio Lega. Credo nel merito come Vannacci»

22 Giugno 2026

L’ex vicesegretaria del carroccio strizza l’occhio al generale: «Tanti dei suoi temi sono condivisibili»

PESCARA

Sabrina Bocchino strizza un occhio a Roberto Vannacci e applaude Giorgia Meloni. In cerca di casa. Dopo il suo addio al partito di Matteo Salvini, con le dimissioni dall’incarico di vicesegretario regionale della Lega, scritte in una lettera indirizzata a Vincenzo D’Incecco, segretario regionale del Carroccio e capogruppo al consiglio regionale, la Bocchino si dice «soddisfatta» dei suoi dieci anni di militanza leghista e «pronta a valutare nuove proposte». Quella di Bocchino è una lunga carriera politica, iniziata nel 1998 come consigliere comunale della sua città.

Bocchino, perché lasciare la Lega ad appena due anni dal rinnovo dell’incarico di partito?

«È stata una scelta difficile. Spesso delle strade si aprono e altre si chiudono. Ho maturato con calma e autonomamente questa decisione, nessuno mi ha chiesto di lasciare il partito. Ho semplicemente ritenuto che dopo dieci anni si potesse chiudere una fase del mio percorso, nel pieno rispetto delle persone con cui ho condiviso tanti anni di impegno e amicizia. Resto corretta e coerente con le persone che mi sono state sempre vicino negli anni».

Rammarico per non essere tornata in Regione, dopo le elezioni?

«Sono arrivata prima, il seggio non è semplicemente scattato. E chi scrive che lascio la poltrona sbaglia, perché non ho poltrone politiche, ma ho lasciato un incarico di partito. Non lo faccio per lo stipendio, anche se qualcuno ha fatto delle precise allusioni, sono due anni che non ho alcun incarico remunerato. E sia chiaro che io non li ho mai chiesti. E se pure avessi chiesto qualcosa, immagino che mi sarebbe stato dato. A me interessano gli incarichi elettivi dati dal popolo, per poter lavorare sul territorio. Non mi interessano cda o altre cose simili».

Ha dichiarato che resta in politica. Quale sarà il suo futuro? E con chi?

«Il mio impegno resta quello di sempre con gli stessi valori, la stessa passione per il territorio e per i cittadini. Guardo al passato con gratitudine, ma ora vado oltre».

Sempre in politica?

«Ovvio».

Con?

«Sto valutando un altro percorso».

Che sarà con il generale Vannacci?

«C’è questa possibilità».

Ma questo significa che non si riconosce più nei valori della Lega?

«No, solo che ritengo sia finito il mio tempo nella Lega, che si è concluso con molta tranquillità. Inoltre, tanti temi della Lega sono condivisibili con Futuro Nazionale di Vannacci ma anche con Fratelli d’Italia».

Dunque c’è anche la possibilità con il partito della Meloni?

«Sono una persona che è sempre stata a destra. E qui rimango».

Crede che Salvini non sia più il leader dei primi anni?

«Questo non so dirlo, ma sicuramente gli auguro il meglio».

E per lei cosa si augura?

«Guardo al bene del territorio, non al mio. Quello che mi piace, al di là della trasparenza, è una politica che sappia valorizzare e premiare il merito, il coraggio delle idee e il radicamento nei territori e dove ci si impegna per la possibilità di crescere».

Crede nel merito come il generale Roberto Vannacci che in una recente intervista, nella trasmissione di Lilli Gruber, ha dichiarato di voler ridimensionare le quote rosa?

«Sono d’accordo su questo punto. Forse le quote rosa in passato erano necessarie proprio perché esisteva una supremazia maschile in politica e non solo, ma ad oggi sono convinta che se una donna merita un posto in politica o altrove non c’è alcun bisogno delle quote rosa. Ci sono due donne a capo dei due partiti maggiori in Italia e una è addirittura presidente del Consiglio dei Ministri... allora si possono candidare quante donne vogliono».

Salvini ha detto di non essere preoccupato degli ultimi sondaggi, che vedono il sorpasso del neo partito di Vannacci. Che cosa ne pensa?

«I sondaggi spesso sbagliano. Conta il risultato delle urne».

Dove sta andando il generale?

«Sta facendo bene e credo che possa crescere ancora».

E che dice delle ultime sparate di Donald Trump contro Giorgia Meloni?

«Massimo appoggio alla Meloni, come leader internazionale. Ma avrei dato lo stesso supporto alla Schlein se fosse stata al Governo. Non so in questo momento che problema abbia Trump per attaccare il leader di un partito, qualsiasi esso sia, di una nazione per di più amica, non mi sembra corretto. A ogni modo a sinistra non mi sembra ci siano personalità capaci di cambiare qualcosa in Italia».

E invece sul governo Marsilio che giudizio dà?

«Ritengo che siano state fatte molte cose importanti per la regione, altre probabilmente ancora attendono di prendere vita, ma è un bilancio piuttosto positivo. Marsilio è stato rieletto per la seconda volta e vorrà pur dire qualcosa».

Parla di un centrodestra in salute, ma a Chieti, nella sua provincia, ha perso.

«Legnini ha vinto per poco, circa mille voti in più, nonostante sia un personaggio politico di grande levatura. Mi auguro che ora si circondi di persone competenti che facciano bene alla città di Chieti».

Nel 2027 si torna alle urne per le politiche. Lei dove sarà?

«Mi sembra prematuro parlarne (ride, ndc). Continuerò a essere presente sul territorio».

Sì, ma dove?

«Si vedrà».

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