Caccia, il Tar decide la data di riapertura

Stagione venatoria, oggi la pronuncia. Pepe e Blasioli: Regione bocciata e doppiette penalizzate
L'AQUILA. Sarà il Tar Abruzzo, che oggi si riunisce in camera di Consiglio, a stabilire la data entro cui i cacciatori abruzzesi potranno finalmente avviare le loro attività. Se il responso sarà come il mondo venatorio si auspica, l'apertura della caccia in Abruzzo potrebbe slittare al 1° ottobre, ultima regione in Italia, come ha ribadito ieri in conferenza stampa il gruppo consiliare del Pd. La sentenza dei giudici amministrativi di oggi entrerà dunque nel merito del calendario venatorio 2019/2020, dopo la sospensiva dei giorni scorsi, esprimendosi su tempi di caccia e modalità. Per il consigliere del Pd ed ex assessore alla Caccia, Dino Pepe, si tratta di «una bocciatura totale su tutta la linea delle iniziative della giunta Marsilio, che raccoglie così un record di bocciature del calendario venatorio abruzzese da parte del Tar. A oggi gli oltre 10mila cacciatori abruzzesi non possono andare a caccia. Ci auguriamo tutti che la caccia possa ripartire il 1° ottobre», ha detto Pepe, «ma dopo le bocciature quest'anno c'è stata tanta delusione nel mondo venatorio e, soprattutto, dopo le false promesse della Giunta, che aveva annunciato l'apertura della stagione della caccia il 1° settembre, poi il 15 settembre. Il calendario venatorio è stato bocciato non soltanto dal Tar, ma anche dal Wwf, da Ispra e da Vinca», ricorda l'ex assessore. Alla conferenza stampa – alla quale hanno preso parte i consiglieri Pepe e Antonio Blasioli – è stato ricordato che «il calendario venatorio è uno strumento di programmazione che contiene modalità, prescrizioni e periodi di caccia, che le Regioni emanano entro il 15 giugno di ogni anno secondo le normative regionali ed europee. Ebbene, l'assessore Emanuele Imprudente ha portato in Commissione consultiva la prima stesura di questo importante documento programmatorio soltanto in agosto, molto tardivamente», è l'attacco del gruppo consiliare del Pd. Che ricostruisce l'iter, nel quale si sono inserite anche le proteste e le critiche delle associazioni ambientaliste: «La proposta, una volta osservata dalla Consulta, è stata dapprima bocciata dall’Ispra, poi dal comitato Via e infine dal Tar. Questo primo stop alla caccia ha pregiudicato il periodo di addestramento dei cani e ha annullato la preapertura alle prime specie cacciabili». Bocciata anche la seconda proposta, con il nuovo stop del tribunale amministrativo.
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