Caccia, polemiche per la preapertura della stagione venatoria

2 Settembre 2023

A poche ore dall'uccisione dell'orsa Amarena, non piace il via libera alle doppiette con le due preaperture del 14 e del 16 settembre 

Cacciatori pronti in attesa dell'apertura della caccia fissata per il 17 settembre.  All'appuntamento ci si avvicina in Abruzzo con due preaperture: quest’anno potranno essere cacciate in preapertura soltanto i corvidi, Cornacchia grigia, Gazza e Ghiandaia nei giorni di giovedì 14 e sabato 16 settembre compreso.

A poche ore dall’uccisione dell’orsa Amarena il via libera alle doppiete fa polemica. "Le preaperture sono solo un ulteriore “regalo” ai cacciatori elargito da lobby politiche sempre in cerca di consensi, mettendo in pericolo il già precario stato di conservazione di moltissime specie, che – spiega in un duro comunicato Enpa, l'Ente Nazionale Protezione Animali – sono in ulteriore sofferenza dopo un’estate caratterizzata da eventi climatici estremi che hanno causato la morte di milioni di animali selvatici".

Uccisa a fucilate l'orsa Amarena, si cercano i cuccioli / AGGIORNAMENTI

Secondo l'Enpa, gli amministratori pubblici sono venuti meno all’obbligo prioritario di tutela della fauna, patrimonio indisponibile dello Stato e bene costituzionalmente protetto, svendendola per racimolare qualche voto, anche a costo di mettersi contro l’Europa. Infatti, neanche la procedura Pilot 2023/10542 aperta da Bruxelles contro l’Italia, che potrebbe sfociare in una procedura d’infrazione con conseguente condanna della Corte di Giustizia Europea, ha fermato le Regioni italiane. L’Europa contesta il mancato rispetto del divieto di utilizzare munizioni al piombo nelle zone umide e gli spari agli uccelli in migrazione e a ben 21 specie in cattivo stato di conservazione, in particolar modo la Tortora selvatica, il Combattente, e molti altri".

Sotto la lente di Bruxelles anche la questione del bracconaggio, rispetto al quale l'Italia è maglia nera in Europa. «Le pene previste per i bracconieri sono assolutamente irrisorie - chiude l'Enpa - . In questi mesi, anche a fronte di una recrudescenza dei reati di bracconaggio, abbiamo più volte chiesto un inasprimento delle pene, ma l’unica preoccupazione di Governo e maggioranza sembra quella di armare i fucili, anche contro specie particolarmente protette quali il lupo e l’orso. Pur di accontentare un pugno di cacciatori – neanche 500mila – la politica non si fa scrupolo di condannare i restanti 59,5 milioni di italiani, che cacciatori non sono, non solo ad avere paura per la propria incolumità, a non dover passeggiare in natura, a vedere il patrimonio pubblico costituito dalla fauna selvatica “ucciso” per mero divertimento, ma a pagare con le loro tasse le multe salate di Bruxelles".