Calenda: l’economia cresce ma bisogna investire di più

3 Dicembre 2016

PESCARA. «Siamo qui in Abruzzo per presentare il Piano industriale 4.0 e dunque per fare il punto sui nuovi investimenti, tra i quali quello da 1,4 miliardi di euro che abbiamo appena fatto con il...

PESCARA. «Siamo qui in Abruzzo per presentare il Piano industriale 4.0 e dunque per fare il punto sui nuovi investimenti, tra i quali quello da 1,4 miliardi di euro che abbiamo appena fatto con il Piano di sviluppo».

Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, nel corso di un incontro tenuto nel Palazzo della Provincia. Presenti molti industriali, tra i quali il presidente di Confindustria Abruzzo Agostino Ballone, il presidente della regione Luciano D’Alfonso e l’assessore alle Attività produttive Giovanni Lolli e molti sindaci del territorio.

«Il dato più preoccupante nel Paese negli ultimi anni è stato quello del crollo degli investimenti e in particolare in macchinari con una perdita del 30% del flusso di investimenti e noi siamo un Paese leader nel campo dei macchinari. L'automazione in Italia vale 100 miliardi di euro di export. Un quarto delle esportazioni totali. Se quindi investiamo meno in macchinari industriali non stiamo allora danneggiando solo un settore cuore della nostra economia, ma tutto il sistema imprenditoriale che non si rinnova».

«Quello che stiamo cercando di fare come Governo» ha aggiunto, «è quello di riportare l'impresa al centro perché nelle società con economie di mercato i posti di lavoro e lo sviluppo lo creano le imprese. Per questo oggi presentiamo il Piano Industria 4.0 vuole essere uno strumento che riteniamo cruciale per riportare la crescita nel Paese».

«Non credo ci siano rischi di entrare in esercizio provvisorio, bisogna vedere cosa succede con il referendum e in ogni caso non è una decisione che compete a me, ma al presidente del Consiglio e al presidente della Repubblica».

«L'Italia ha però bisogno di continuità di lavoro perché stiamo avendo i primi segnali positivi dell'economia, dopo molti anni in cui l'economia era sparita dall'agenda» ha aggiunto il ministro.

«Inoltre abbiamo bisogno di un Paese più semplice, di un processo legislativo più efficiente e di un processo decisionale che si concluda in tempi umani».

«L'industria 4.0» ha ricordato quindi il vice presidente Lolli «ruota intorno a 3 punti fondamentali: cambio culturale, visione strategica con nuovi strumenti e protagonismo del comporto economico; un piano» ha sottolineato Lolli «che aiuterà le imprese a crescere e raggiungere nuovi mercati». Mentre il presidente Luciano D'Alfonso, ha lanciato una proposta: stipulare un patto tra imprese (154mila attive) e pubblica amministrazione volto a raggiungere gli obiettivi che il nuovo piano industriale del Governo nazionale mette a disposizione. Durante l'incontro ci sono stati gli interventi di alcuni imprenditori abruzzesi che hanno raccontato la loro tradizione industriale e promosso le iniziative della Regione Abruzzo, in particolare la “Carta di Pescara”.

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