Cannabis, terapia rifiutata malgrado la legge
PESCARA. Un ragazzo soffre di cefalea a grappolo. E la madre chiede alla Terapia del dolore della Asl di Chieti che gli siano somministrati farmaci e preparati a base di cannabinoidi. Gratis, come...
PESCARA. Un ragazzo soffre di cefalea a grappolo. E la madre chiede alla Terapia del dolore della Asl di Chieti che gli siano somministrati farmaci e preparati a base di cannabinoidi. Gratis, come previsto dalla legge regionale. Ma la donna si sente rispondere dal medico che «è tutto fermo», che «si aspetta una legge a livello nazionale».
E’ il caso che racconta Maurizio Acerbo, e dal quale l’ex parlamentare e consigliere regionale di Rifondazione Comunista, prende spunto per chiedere di essere ascoltato dalle commissioni consiliari competenti (Affari sociali/Sanità e vigilanza) per illustrare l'assurda situazione in cui si trova l’Abruzzo sulla cannabis terapeutica.
Questo perché malgrado la Regione si fosse dotata per prima delle legge sull’uso terapetico gratuito di farmaci cannabinoidi relativi alla Terapia del dolore, la stessa normativa non è applicata.
«Una situazione vergognosa», ritiene l’ex consigliere regionale fautore della legge regionale nella scorsa legislatura, «malgrado la normativa in vigore sia la più avanzata in materia, il servizio sanitario continua a negare l'erogazione gratuita di farmaci e preparati a base di cannabinoidi».
Maurizio Acerbo sottolinea che è compito di chi dirige Asl e di chi governa in Regione applicare la legge: «Invece si continua a boicottarla anche attraverso un decreto commissariale di D'Alfonso e Paolucci che è in contrasto palese con la legge e quindi illegittimo».
L’ex consigliere ritiene infine paradossale che in altre regioni, che hanno ripreso la legge abruzzese, siano migliaia i pazienti che ricevono cannabis terapeutica. «Mentre in Abruzzo», conclude, «non si fa funzionare come dovrebbe».(a.mo.)

